Comunità Maria Regina Della Famiglia - Gallarate
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Domenica 8 dicembre 2019

GIORNATA DIOCESANA DELL'AZIONE CATTOLICA Mi è gradita questa occasione per fare qualche riflessione sull’Azione Cattolica (da ora AC) e sul suo ruolo all’interno della Chiesa, offrendo qualche concretizzazione per la nostra Comunità pastorale. L’AC Italiana, sorta per iniziativa di un gruppo di giovani, benedetta e poi raccomandata dai Papi e dai Vescovi, ha avuto nella […]

GIORNATA DIOCESANA DELL'AZIONE CATTOLICA

Mi è gradita questa occasione per fare qualche riflessione sull’Azione Cattolica (da ora AC) e sul suo ruolo all’interno della Chiesa, offrendo qualche concretizzazione per la nostra Comunità pastorale. L’AC Italiana, sorta per iniziativa di un gruppo di giovani, benedetta e poi raccomandata dai Papi e dai Vescovi, ha avuto nella sua storia trasformazioni profonde, in correlazione con le vicende della Chiesa e della società italiana. Essa è stata durante l’intero arco della sua vita, un annuncio di quella “corresponsabilità” dei laici nella costruzione e missione della Chiesa che il Concilio Vaticano II ha poi solennemente affermato. Il suo compito è oggi quello di contribuire a realizzare questa pienezza di corresponsabilità di tutti i membri del popolo di Dio per l’attuazione del Concilio.

L’AC da parte sua è una associazione di laici che liberamente si riuniscono per fini formativi, di studio e di azione pastorale; essa deve fermentare e servire la comunità ecclesiale accanto alle altre forme associate e a tutte le forze vive della comunità; con esse – insieme al clero e ai religiosi - deve offrire al Vescovo la propria attiva collaborazione per promuovere la costituzione e il buon funzionamento dei Consigli Pastorali. Il pieno sviluppo della vita e della comunità ecclesiale richiede all’AC un impegno umile e generoso nell’adempiere al suo compito specifico di riunire, esprimere e formare gruppi di cristiani che si associano nel desiderio di rendere più responsabile ed efficace il loro servizio pastorale alla Comunità, e che si fanno carico dell’insieme dei suoi bisogni, della globalità della sua missione. Fatte queste debite e necessarie chiarificazioni, mi domando: come fa un cristiano/a a non sentirsi di Azione Cattolica?

“Guai a me se non annunciassi il Vangelo!” (1 Cor 9,16). Questa affermazione di Paolo, dice il fatto che il Vangelo non lo annunciamo per iniziativa nostra, che non siamo padroni del Vangelo, ma servi del Vangelo! Nell’annunciarlo e nel testimoniarlo siamo coinvolti totalmente. Dice sempre Paolo: “Mi sono fatto debole coi deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per guadagnare ad ogni costo qualcuno!” (1 Cor 9,22). Non dobbiamo però immaginare che il nostro investimento totale, che deve essere tale, sia una questione di quantità, ma deve essere questione di “qualità!” E la qualità si incrementa, se sappiamo mettere nel nostro vissuto quotidiano alcuni atteggiamenti: coltivando di più la vita spirituale e incrementando la vita relazionale. Se noi diamo tutto in modo quantitativo, alla fine non abbiamo più nulla da dare! Se, invece, agiamo in modo qualitativo, allora non solo sappiamo dare, ma anche ricevere!

L’Arcivescovo Mario nella sua Lettera pastorale 2019/2020 ricordando con riconoscenza l’apostolato laicale dell’AC scrive:

“Fedeli cristiani che in modo associato sono soggetti di pastorale e scelgono di servire insieme e in modo stabile la Chiesa locale. A partire da un legame strettissimo con il Vescovo curano la formazione dei laici perché ogni battezzato possa arrivare a quella sintesi personale tra Vangelo e vita e dare testimonianza come Chiesa alla bellezza e alla forza liberante del Vangelo. Invito le Comunità Cristiane a riscoprire questa particolare vocazione laicale nella Chiesa, a favorire la conoscenza dell’AC attraverso la partecipazione alle sue attività formative, a sostenere le persone perché possano corrispondere a questa vocazione per il bene della Chiesa locale e per la sua missione in tutti gli ambienti di vita”. (cfr. pp. 23-24).

Facciamo nostro l’invito del nostro Arcivescovo e accogliamo la sfida lanciata dal Vicario Generale Mons. Franco Agnesi: Quello del laicato organizzato è una sfida bella che dobbiamo contribuire a vincere per il futuro di questa nostra Chiesa”.

Anche“questa situazione è occasione per il progresso alla gioia della nostra fede”.

don Mauro

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