Comunità Maria Regina Della Famiglia - Gallarate
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Avvisi - 31 gennaio 2021

FAMIGLIA CHE EDUCA Educare è possibile. Per prima cosa, mettiamo subito all’uscio di casa il pessimismo. Si dice che educare è sempre più difficile; che, ormai, televisione, social, scuola e società ci stanno rubando, guastando i figli... Chi li comanda ancora? Chi riesce ancora a farsi ubbidire? E giù brontolii e lagne. Ebbene, forse che […]

FAMIGLIA CHE EDUCA

Educare è possibile. Per prima cosa, mettiamo subito all’uscio di casa il pessimismo. Si dice che educare è sempre più difficile; che, ormai, televisione, social, scuola e società ci stanno rubando, guastando i figli... Chi li comanda ancora? Chi riesce ancora a farsi ubbidire? E giù brontolii e lagne. Ebbene, forse che la barca della famiglia si mette ad andare su tutte quelle lacrime? No! I salici piangenti non hanno mai avuto fortuna!
Le lamentele sono da guardare a vista, tanto sono pericolose. Sono esse, infatti, che fan perdere la voglia di educare; sono esse che fan nascere i genitori assenteisti e dimissionari, genitori, cioè, che lasciano il figlio venga su come viene viene. Con tutto ciò, non sono così ingenuo da non vedere le reali difficoltà di educare: riconosco che il malumore di tanti ha le sue buone ragioni. Ciò che voglio sostenere è che se c’è un’idea proibita, è pensare che oggi l’educazione sia diventata impossibile.


I bambini si possono ancora educare perché ancor oggi, come ieri, come sempre, nascono portati ad imitare, a copiare, a fare quello che vedono fare. Nascono plasmabili.
Il piccolo assorbe tutto quello che lo circonda. Se litighiamo, impara a litigare; se lo amiamo, impara ad amare; se mentiamo, impara a dire bugie; se diciamo parolacce, ripete parolacce...
Insomma, il bambino è sempre il nostro miglior alleato, l’allievo più bravo che si possa immaginare. In certi casi verrebbe quasi voglia di augurarsi che i ragazzi fossero meno educabili, perché allora, forse, la lunga catena del male che si tramanda in certe famiglie si spezzerebbe. Essere genitori non deve essere una tortura! Vi sono famiglie che vanno in frantumi per mancanza di gioia, per eccesso di scontentezza. Un paio di genitori felici resta sempre il miglio segreto per avere figli felici, ragazzi pieni di speranza, amici della vita e del futuro. Vi pare poco?

 

Ubbidienza dei figli ai genitori, attenzione e rispetto dei genitori verso i figli: sono i due motivi che compaiono in Efesini 6,1-4. Si tratta di aspetti fondamentali, irrinunciabili, della vita delle famiglie in ogni tempo. Pretendere che i figli ubbidiscano ai genitori non significa esigere che si mettano sempre sull’attenti davanti a loro, che eseguano i loro ordini senza discutere.
I genitori devono spiegare ai figli le motivazioni delle loro richieste; l’importante è che i figli capiscano perché devono fare una cosa piuttosto che un’altra. E’ giusto che in famiglia ci sia chi si assume la responsabilità di prendere le decisioni, di dettare le regole di comportamento: occorre però che queste siano motivate e improntate al buon senso. Per le famiglie cristiane, poi, è evidente che la principale fonte di ispirazione dovrebbe essere rappresentata da Vangelo. Oggi si è più attenti che in passato al rispetto dei diritti dei bambini: è indubitabile che, in generale, i bambini sono oggetto di cure e di attenzioni maggiori rispetto ai loro coetanei di cinquanta o cento anni fa. Di per sé, si tratta di un fatto positivo, in linea con l’esortazione di Gesù che troviamo in (Mt 19,13-15). In realtà, accade spesso che i genitori tendano a soddisfare esclusivamente le richieste di ordine materiale dei figli. Ai figli si danno molte cose, ma pochi valori, logica conseguenza di una cultura che punta più sull’avere che sull’essere.
Ai figli serve ben altro: essi hanno bisogno che i genitori prendano a cuore i loro problemi, dialoghino costantemente con loro, insegnino loro a distinguere il bene dal male, parlino loro di Dio...

Cari Genitori sforzatevi dunque di trattarvi bene a vicenda, di dimostrarvi attenti alle esigenze dell’altro, di discutere pacatamente, di riconoscere i vostri errori; fate di tutto per contribuire a creare nelle vostre case un ambiente sereno, dove ci si aiuta a crescere, dove si ama, si perdona, si prega. Dedicate ogni cura all’educazione dei figli, pretendendo che si impegnino con serietà nelle loro attività, pur senza eccedere nelle imposizioni in nome del rispetto della loro libertà e della loro ancor fragile personalità, insegnando loro a dire grazie a Dio per il dono della vita e di una famiglia cristiana, inducendoli a vedere impresso in tutti gli uomini il sigillo dei figli di Dio, cosicché prendano a guardare al prossimo con benevolenza e diventino sensibili alle situazioni di sofferenza e di disagio, suscitando in loro l’amore per la pace.

Il vostro parroco, don Mauro

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