Comunità Maria Regina Della Famiglia - Gallarate
Parrocchia Santuario Madonna in Campagna, Viale Milano 38 . Piazzale don Luigi Cassani, GALLARATE, VA
Parrocchia Santi Nazaro e Celso – Arnate, Piazza L.Zaro 2 – Via San Nazaro 4, GALLARATE, VA

AVVISI - 18 FEBBRAIO 2024

IL GIGANTESCO SEGRETO DEI CRISTIANI

Ci sono le stagioni dell’anno e le stagioni vita. E ci sono le stagioni liturgiche. La Chiesa, splendida madre, grande maestra ed educatrice, ci dona la stagione liturgica della Quaresima, ci invita ogni anno alla Quaresima come luogo in cui vivere la realtà di un incontro, di una conoscenza, di una accoglienza più vera di Gesù Cristo e del suo Vangelo.  Sì perché la Quaresima va vista anzitutto come una Buona Notizia, come uno straordinario Vangelo, come un grande annuncio di vita, di speranza, di possibilità concreta di cambiare la nostra vita: al centro della Quaresima sta Dio e la sua misericordia, sta la Pasqua di Gesù.
Per questo la Quaresima è una vicenda di conversione. E’ la vicenda di un cristiano e di una comunità che si lasciano educare, “lacerare”, consolare, trasformare da una Parola che salva, da un Crocifisso Risorto. Sarà una buona Quaresima se riusciremo ad innamorarci un po’ di più del volto e del cuore di Gesù di Nazareth. Così, affascinati dalla sua vicenda, dai suoi gesti, dalle sue parole, dovremmo poter dire: vorrei essere anch’io così, sentire così, agire così, essere libero così, pregare, amare, perdonare così. Sarà una buona Quaresima  se riusciremo a vivere all’insegna del deserto, della gioia, della fraternità.
IL DESERTO. Gli innamorati lo sognano, lo desiderano, lo cercano. È il tempo dello stare a tu per tu, il tempo del cuore a cuore: “Ecco l’attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore” ( Osea 2,16). Sono le parole dell’amante alla sua amata, sono il desiderio potente e dolce dell’intimità, dello stare a tu per tu. Sono le parole che il nostro Signore – come un tempo con Israele – ci sussurra in Quaresima. E Dio, come l’amore – e Dio è amore – non lascia mai le persone come le ha trovate: le illumina, le ispira, le consola, le trasforma, le trasfigura: Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne” (Ezechiele 36,26). È questo il più grande miracolo che la tenerezza e la forza di Dio sanno inventare. Ed è solo questo cuore nuovo, questo cuore di carne che ci dona occhi nuovi per saper scorgere anche nella durezza della vita di ciascuno di noi e nella storia del mondo bagliori di bellezza e di speranza e che ci dona mani instancabili nella carità. Quaresima: tempo del “deserto”, del fare un po’ di spazio nella nostra vita al silenzio, alla preghiera, al prendere o riprendere fra le mani il Vangelo, alla scoperta del vero volto di Gesù di Nazareth, del senso e del segreto della nostra vita.
LA GIOIA. C’è una tradizione ebraica che invita a tenere in due tasche diverse di un abito due diversi bigliettini. Sul primo sta scritto: Ricordati che sei polvere e cenere”. Sul secondo sta scritto: “Ricordati che per te è stato fatto il mondo”. Così è la Quaresima che si apre con un pizzico di cenere versata sulla nostra testa per richiamarci alla caducità e alla fragilità della vita e che insieme ci richiama allo splendore dei doni di Dio e a quale grandezza è chiamato il nostro vivere. La Quaresima è questo cammino verso l’Altro che è Dio, e verso gli altri che stanno vicino e lontano da noi. Per questo la cenere che ci è versata sul capo è accompagnata da un caldo e potente invito a fondare la nostra vita sul Vangelo e a vivere in pienezza: “Convertitevi e credete al Vangelo”. Una vita fondata sul Vangelo sconfiggerà la “cenere”  e darà risposta alla nostra ricerca di gioia. La gioia è scritta nei sogni di Dio per l’uomo, è scritta in ogni riga del Vangelo e in tutto ciò a cui ci invita. E’ il “centuplo quaggiù” che ci è promesso. Per questo noi ci sottoponiamo alla Quaresima “mirando alla gioia” : perché siamo certi che il segreto della gioia sta nel donare e nel donarsi e perché “la vita donata non muore”. Quaresima: tempo per ritrovare la gioia, la gioia del Vangelo, la gioia di essere cristiani, la gioia di vivere. Nella conversione al Vangelo.
LA FRATERNITA’. Terribili le parole del filosofo Voltaire che così apostrofava i preti: “A chi predicate la Quaresima, ai ricchi? Ma se non la fanno mai! ... Ai poveri? Ma se la fanno tutto l’anno! ...”. La Quaresima è tempo di fraternità. È il tempo dell’imparare a contrastare la cultura del consumismo, del superfluo con nuovi stili di vita all’insegna della sobrietà e della solidarietà, come più volte ci ha richiamato il cardinale Dionigi Tettamanzi: “Soltanto una vita sobria, in ricerca della ‘giusta misura’ in ogni cosa, capace di ‘stili di vita’ rinnovati, liberi dalla logica dello spreco e dell’eccesso, sa creare gli spazi per una vera solidarietà, per una accoglienza dell’altro ‘come se stessi’”. Così va visto l’invito della Quaresima alla conversione, al digiuno, al magro del venerdì, perché il risultato di certi digiuni non sia solo l’avere fame...  Quello con Dio in Quaresima è un incontro che “sconvolge” capovolge, converte:  “Quella dei poveri, come quella di Dio è un’esistente scomodante. Sarebbe meglio che Dio non fosse, sarebbe meglio che i poveri non fossero; poiché se Dio c’è la mia vita non può essere la vita che conduco; se ci sono i poveri, la mia vita non può essere la vita che conduco”. ( don Primo Mazzolari )

Ma questa è la Quaresima. Questo è la vita cristiana.

don Mauro

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