Pastorale Giovanile 2020/2021

Anche quest'anno proponiamo i cammini dei Gruppi di Pastorale Giovanile.

GRUPPO PRE-ADOLESCENTI
(rivolto ai ragazzi/e nati nel 2007 - 2008)
A partire da venerdì 16 ottobre dalle 18.00 alle 19.00
Oratorio di Arnate

GRUPPO ADOLESCENTI
(rivolto ai ragazzi/e nati nel 2006 - 2005 - 2004)
A partire da venerdì 16 ottobre dalle 21.00 alle 22.30
Oratorio di Madonna In Campagna

GRUPPO 18/19enni
(rivolto ai ragazzi/e nati nel 2003 - 2002)
A partire da giovedì 15 ottobre dalle dalle 21.00 alle 22.30
Oratorio di Madonna In Campagna

IMPORTANTE

Per tutti i gruppi è necessario effettuare l’iscrizione nella segreteria di Madonna in Campagna
aperta il Lunedì e Mercoledì dalle 16.00 alle 18.00 con la modulistica che trovate qui:
https://www.mariareginadellafamiglia.it/moduli-2020-2021/

Moduli 2020-2021

Ricordiamo che l’iscrizione è necessaria per tutti gli anni di Iniziazione Cristiana, Preadolescenti, Adolescenti, 18/19enni

 

Nelle fasi di attesa e di iscrizione vi preghiamo di rispettare le normative anti-COVID (mascherina, distanziamento e sanificazione delle mani).

Per agevolare l’iscrizione, mettiamo a disposizione su questa pagina i due moduli (Patto di Responsabilità Reciproca e modulo iscrizione catechesi comprensivo di quota) che dovranno essere stampati, compilati e firmati a casa e poi portati in Oratorio, assieme alla quota di iscrizione, il primo giorno di frequenza del Catechismo o Gruppi Preadolescenti, Adolescenti e 18/19enni.

ISCRIZIONE CATECHESI 2020-2021

 

PATTO DI RESPONSABILITA’ RECIPROCA MINORENNI

 

IMPORTANTE:

L’iscrizione va’ effettuata anche se l’iscritto ha frequentato la catechesi lo scorso anno poiché deve essere confermata.

Anche tutte le persone maggiorenni (catechisti, educatori volontari e genitori) devono stampare e compilare il patto di responsabilità reciproca maggiorenni per poter accedere in oratorio.

 

PATTO DI RESPONSABILITA’ RECIPROCA MAGGIORENNI

 



Grazie per la collaborazione!

Avvisi - 6 settembre 2020

"Io ci sono"

 

Ogni volta che giunge il mese di settembre e bisogna usare quel verbo fatidico, classico: “Riprendiamo”, “Ripartiamo”, mi viene un po’ di freddo, il sudore si diffonde nel corpo. Subito si affacciano interrogativi, almeno a me capita questo: cosa si attende il Signore da me? Cosa si aspetta dalla nostra Comunità? Quali eventi verranno alla ribalta caratterizzando il nuovo anno pastorale? Matura progressivamente la mia volontà di aderire ogni giorno di più al Signore, alla Sua Parola, alla Sua “Indicibile” volontà d’amore verso ciascuno di noi?

E qui nascono tutte le problematiche, i propositi, i rimorsi, le attese, le speranze e le gioie.

Il nostro Arcivescovo Mario inaugurerà solennemente il nuovo anno pastorale il prossimo 8 settembre con il pontificale in Duomo; ma tempo ci ha consegnato la sua proposta pastorale dal titolo “INFONDA DIO SAPIENZA NEL CUORE”, si può evitare di essere stolti. (Ne sei al corrente? L’hai procurata? L’hai fatta oggetto di attenta lettura?)

Il bandolo della matassa è il seguente: bisogna avere il coraggio di ricominciare da Dio; né dagli ultimi, né da noi stessi. “Se il Signore non costruisce la città, invano camminiamo insieme”. (Salmo 127)

Le vacanze, per i fortunati che ne hanno avuto la possibilità sono ormai alle spalle; la drammatica esperienza che ci ha coinvolti ci ha esortato a ricavarne indicazioni e incoraggiamento per il futuro: tanto soffrire, tanto morire sarebbe sperperato se tornassimo alla vita di sempre, con la stoltezza di chi dimentica il dramma e il messaggio che la sapienza cristiana ne riceve. Adesso, è il momento di fare tesoro di tutta l’energia positiva che è stata investita. Siano chiamati a non dimenticare!

La pandemia ha segnato a fondo la vita delle persone e delle nostre comunità. Se vogliamo onorare la sofferenza dei malati e dei tanti defunti, soprattutto anziani, la cui vita non va dimenticata, dobbiamo costruire il domani e questo richiede l’impegno, la forza e la dedizione di tutti, nessuno deve o può tirarsene fuori! Le innumerevoli testimonianze di amore generoso e gratuito, hanno lasciato un’impronta indelebile nelle coscienze e nel tessuto della società, insegnandoci quanto ci sia bisogno di vicinanza, di cura, di sacrificio per alimentare la fraternità e la convivenza civile. Potremmo uscire da questa crisi spiritualmente e moralmente più forti; ma questo dipende dalla coscienza e dalla responsabilità di ognuno di noi. Non da soli, però, ma insieme e con la grazia di Dio. Come credenti ci spetta di testimoniare che Dio non ci abbandona, ma il Cristo dà senso anche a questa realtà e al nostro limite; con Suo aiuto si possono affrontare anche le prove più dure.

Ma dobbiamo stare attenti, è facile dimenticare alla svelta che abbiamo bisogno degli altri, di qualcuno che si prenda cura di noi e ci infonda coraggio. E’ facile dimenticare che, tutti, abbiamo bisogno di un Padre che ci tende la mano. Pregarlo, invocarlo, non è illusione; illusione è pensare di farne a meno! “Abbiamo bisogno di sapienza, di quella ‘sapienza pratica’ che orienta l’arte del vivere, di stare al mondo, di stare insieme, di interpretare il nostro tempo e di compiere scelte sagge e promettenti”.

Con questo spirito ci apprestiamo a celebrare il Voto a Maria che veneriamo  Madonna in Campagna nel nostro Santuario, sabato 12 settembre prossimo “CASA DI EUROSIA”, una casa di emergenza per chi non ha casa.

Mi aspetto che davvero tutti ci sentiamo pronti a dire: IO CI SONO!

Il vostro parroco, don Mauro

Appuntamenti della settimana PDF

Programma 12 settembre 2020

PROGRAMMA PER LA SOLENNE CELEBRAZIONE
DEL VOTO CITTADINO 
ALLA VERGINE
DEL SANTUARIO DI MADONNA IN CAMPAGNA

Celebrazioni in preparazione al Voto - dal 7 all’11 settembre 2020

Tutte le sere alle ore 21.00 S. Rosario della Beata Vergine Maria presieduto dai Parroci che hanno esercitato il loro ministero pastorale nella Comunità di Madonna in Campagna.

Al termine - per celebrare il “nome di Maria” - breve riflessione su una litania della Vergine.

7 settembre
Rosario con don Antonio Paganini (già Parroco dal 1969 al 1977): Madre della Chiesa

8 settembre, ore 21.00, don Mauro Taverna celebra la Santa Eucaristia a ricordo di tutti i fedeli defunti, vittime del Covid 19, e che non abbiamo potuto ricordare con il suffragio cristiano

9 settembre
Rosario con don Paolo Masperi (già Parroco dal 1977 al 1989): Regina della famiglia

10 settembre
Rosario con don Ambrogio Villa (già Parroco dal 1989 al 2007): Sede della Sapienza

11 settembre
Rosario con don Carlo Manfredi (già Parroco dal 2007 al 2014): Consolatrice degli afflitti

Durante la settimana sarà possibile venire in pellegrinaggio al Santuario di Madonna in Campagna, personalmente o come Comunità Pastorali. Tutti i giorni il Santuario accoglierà i fedeli per le loro devozioni dalle 9.00 alle 11.30 e dalle 15.00 alle 18.00.

12 SETTEMBRE 2020

In Santuario:

Ore 7.00 S. Rosario con l’Arcivescovo, Mons. Mario Delpini, e tutti i Preti della Città. Al termine l’Arcivescovo terrà una meditazione su Maria Santissima.

Ore 8.00 S. Messa

Su Viale Milano, di fronte al Santuario:

Ore 18.00 S. Messa Solenne presieduta da S. Ecc. Rev.ma Mons. Franco Agnesi.
Al termine, SOLENNE VOTO, dinanzi alla riproduzione del quadro della Vergine del Santuario.

Durante l’intera giornata, il Santuario resta aperto per la preghiera personale e con la possibilità di vivere il Sacramento della Confessione.

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Sussidio Divulgativo PDF

Madonna in Campagna intercedi per noi - 23/08/2020

L’impegno concreto del voto, che tutti i cristiani della città saranno invitati a fare, sarà la realizzazione di un’opera di carità, una casa per ospitalità di emergenza, ricordando che la carità solidale ci ha salvato nel tempo della pandemia.

La casa per ospitalità sarà un segno visibile, un dono che facciamo alla Città. In tempi in cui rischiamo di chiuderci e di tenerci strette le risorse che ci danno sicurezza, noi metteremo a disposizione quel poco che abbiamo, come i cinque pani e due pesci del Vangelo. Sarà un’opera utile che fornisce un servizio, ma che per lo stile con cui viene realizzata vuol essere un messaggio che faccia bene al corpo di chi sarà ospite e faccia bene al cuore di tutti.

Il contributo di un donatore, che nel testamento ha lasciato dei beni alla sua parrocchia con particolare attenzione alla Caritas, servirà alla ristrutturazione e all'adeguamento dei locali, ma poi l’opera dovrà essere sostenuta economicamente.

Tutte le parrocchie della città insieme si impegneranno per tre anni, a trovare l’apporto economico per le presenze educative che facciano della casa un luogo sicuro e ordinato. Verranno suggerite alcune modalità di sostegno economico, individuali o di gruppo. Per esempio si possono autotassare degli amici, un’associazione sportiva, oppure un coro, un gruppo di catechisti, di preti, dei clienti di un negozio o di un bar; o attraverso un pranzo solidale o una donazione occasionale.

“Io ci sto!” deve essere il nostro motto e ognuno può diventarne promotore. Potrà essere l’occasione per onorare la memoria dei morti che il virus ci ha portato via.

La casa dovrà essere supportata dalla presenza gratuita dei volontari e tutti possiamo diventarlo! Ci prenderemo cura della nostra Città.

Il voto sarà deposto nelle mani della Vergine Maria, il 12 settembre, nel Santuario di Madonna in Campagna.

Guardiamo a Maria che “custodiva tutte queste cose e le meditava nel suo cuore” e assumiamo come comunità cristiane della Città questo ruolo materno che fa memoria dei fatti accaduti per aiutare i figli a leggere e valutare quelli che succederanno, perché quello che è avvenuto e che accadrà trovi il suo senso.

Prepariamo i nostri cuori!

Madonna in Campagna intercedi per noi - 16/08/2020

Il 12 settembre faremo un voto a Dio, per intercessione di Maria, per celebrare il bene che c’è stato e dal quale dobbiamo farci educare. L’irruzione della pandemia è stata come un rivelazione: ci siamo conosciuti nelle nostre colpe, ma anche nelle nostre virtù. Qualcuno il rischio lo ha messo nel conto e si è gettato nella sfida con atti di autentica carità.

Ci è stato detto di restare a casa e la casa ci ha protetto, ci ha fatto riscoprire la bellezza di stare tra le mura domestiche. Ma non tutti hanno una casa!
I volontari Caritas che prestano servizio al Ristoro del Buon Samaritano e a Casa di Francesco, durante il lockdown, consegnavano il pasto nei luoghi di rifugio, ma questo non aveva il sapore della relazione umana che si stabilisce quando qualcuno ti fa sedere a tavola e passa a servirti.
Altri hanno la casa, ma non sono capaci di governarla: diventava inabitabile, perché i volontari non potevano entrare per le pulizie periodiche che rendono umani gli ambienti della vita quotidiana.
Insomma, ci siamo accorti che qualcuno cerca nei luoghi di accoglienza e di servizio non solo il cibo e la doccia, ma cerca qualcosa che assomigli ad una casa, un baricentro per non smarrirsi per strade anonime.

Come impegno concreto del voto, realizzeremo un’opera di carità: una casa per ospitalità di emergenza. Non sarà grande, perché sia una casa e non un dormitorio e perché possa accogliere anche chi è più fragile e sarebbe a disagio in ambienti troppo frequentati.

Restare vicino ai poveri ha un prezzo: sarà un’opera che dovrà essere sostenuta economicamente. Serve la presenza gratuita dei volontari, ma serve la competenza professionale di operatori qualificati. Molti tra noi attraversano difficoltà economiche, ma non dobbiamo temere di non farcela: la Provvidenza non farà mancare la sua presenza e il suo aiuto!

Dedicheremo la casa a Santa Euròsia, originaria della Boemia, martire per la fede a 16 anni nell’anno 880 in Spagna; compatrona di Gallarate; la sua devozione fu portata in Città dai soldati spagnoli proprio al tempo della peste manzoniana. Una sua immagine è esposta sia nella Chiesa dei SS. Nazaro e Celso ad Arnate che sulla facciata della Basilica.

Intorno al progetto promuoveremo forme di servizio di volontariato cittadino, la compagnia di Santa Eurosia, per prenderci cura delle case di chi una casa l’avrebbe, ma non riesce a renderla un ambiente ospitale.

Prepariamo i nostri cuori!

 

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SUSSIDIO DIVULGATIVO PDF

Madonna in Campagna intercedi per noi - 09/08/2020

In queste domeniche di agosto riserveremo qualche minuto a conoscere e comprendere l’evento che noi cristiani, fedeli delle parrocchie di Gallarate, vivremo il prossimo 12 settembre.

Non è ancora terminata l’emergenza sanitaria della pandemia che dal 23 febbraio ha fermato le celebrazioni liturgiche e tutte le attività, chiedendoci di rimanere in casa, per mantenere il distanziamento fisico ed evitare la diffusione del contagio che comunque si è portato via tante persone care.

Vogliamo emettere pubblicamente un VOTO, un gesto che si ispira all’intuizione dei nostri predecessori: nel lontano 1630 fecero voto alla Madonna, presso il Santuario cittadino di Madonna in Campagna, per chiedere la Grazia della guarigione dalla peste.

Il voto è un atto religioso spontaneo con cui il cristiano offre a Dio il suo impegno di conversione, un atto che si traduce nel sacrificio di qualcosa che gli è caro.
Si chiede la Grazia della salute e si chiede insieme la Grazia della salvezza che si esprimono nella carità verso i fratelli.

Faremo un voto per chiedere la Grazia di guarire presto dall’epidemia e da tutti gli altri mali, perché siamo fragili e non sappiamo quanto resisterà nella prova la nostra fede ed anche per non dimenticare la lezione e uscirne con una vita migliore.

E faremo un segno di carità ad indicare che la nostra conversione non è a parole, ma si traduce in gesti concreti.

Prepariamo i nostri cuori!

 

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Gratitudine e solidarietà

Di Marina Corradi

È qualcosa che sembra non appartenere ai nostri tempi. Ma ad altri, remoti. A Gallarate, 53 mila abitanti, nel Varesotto, le dieci parrocchie della città hanno deciso che faranno un voto, pubblico, per ringraziare della guarigione dal Covid-19; e perché il ringraziamento sia concreto verrà aperta una casa per senzatetto, con il contributo dei fedeli.

Dieci letti, per chi non ne ha nessuno (ne riferiamo nelle pagine di cronaca lombarda). Sì, sembra una cosa d’altri tempi (anche se poi non così strana in un’Italia dove tanti sanno ancora coniugare gratitudine e solidarietà).

Càpita a volte, nelle campagne italiane e non solo, di imbattersi in una piccola antica chiesa, su cui una lapide in latino ricorda: 'per grazia ricevuta' dopo una pestilenza, o una carestia infine superata.

Su quelle lapidi i caratteri sono smussati dal tempo, dal gelo di centinaia di inverni, da evi di pioggia. E anche la data della posa, in cifre latine, ci appare così lontana: 'Anno Domini..' Remoto poi ci appare in verità spesso anche il moto di fede e gratitudine con cui un popolo decideva di erigere, dopo un’epidemia, un luogo dedicato alla Madonna, o a un santo. Perché noi uomini del Terzo millennio sappiamo che le malattie le cura la scienza, e riteniamo ingenuità di secoli bui quella che, del cessato pericolo, ringraziava Dio.

E invece in questo Anno Domini 2020, da una città lombarda prospera e avanzata, a pochi chilometri da Milano, l’annuncio: faremo un voto.

«La pandemia – dice il parroco autore dell’iniziativa – ha messo duramente alla prova la nostra fede e allora vogliamo rivolgerci a Dio chiedendo la grazia della guarigione, mettendo davanti a Lui le cose che abbiamo perso, ma anche quelle che abbiamo salvato, i valori che ci hanno tenuto a galla, impegnandoci in un gesto di carità concreta e duratura».

Un simile voto, i Gallaratesi lo fecero già nel 1630, dopo il passaggio mortifero della peste. Lo faranno di nuovo il 12 settembre prossimo, davanti alla Vergine nel Santuario di Madonna in Campagna.

Fossimo passati da quelle parti solo un anno fa, davanti alla lapide avremmo pensato a Manzoni e a Renzo e Lucia, e quella memoria ci sarebbe apparsa dolorosa ma troppo distante da noi, dalle nostre certezze, per poterla fino in fondo comprendere. Ma, oggi?

Oggi che ricordiamo i giorni della paura, quando il contagio cresceva vertiginosamente, e i letti e i respiratori negli ospedali mancavano, e un virus sconosciuto annientava ogni certezza su 'diritto alla salute' e aspettativa di vita garantita?

Oggi, quando sappiamo che in certi drammatici momenti i medici in alcune corsie hanno dovuto scegliere di curare chi aveva più possibilità di salvarsi – ed è cosa, questa, di cui la nostra generazione non ha memoria, se non dai film sulle trincee delle guerre mondiali?

Oggi che abbiamo visto la morte passare così vicina, quel voto secentesco non ci pare più così altro da noi e ingenuo.

Il gesto delle parrocchie di Gallarate sembra allora il segno di una presa di coscienza, all’interno dell’ampio bacino della Grande Milano.

Coscienza che non siamo padroni della nostra vita, che siamo nelle mani di un Altro, che siamo figli: di un Dio, che questo nostro tempo rinnega.

E già è molto. Che, poi, la gratitudine e la domanda di una comunità cristiana si esprimano in solidarietà, in una casa per gli ultimi, è ancora più bello. Perché è un fare che si colloca nella tradizione del sorgere della carità, quella che costruì i primi ospedali e asili per poveri nel Medioevo. Perché, come ci ripete il Vangelo, l’«ultimo» è figura di Cristo, e quindi dare un tetto agli ultimi è dare un tetto a Dio fra noi.

Ciò che voleva fare Etty Hillesum, giovane ebrea morta ad Auschwitz, nel campo di raccolta olandese di Westerbork: cercare un tetto a Dio, scriveva nelle sue Lettere. Un tetto magari grande solo come il cuore di un uomo. Dio cerca una casa fra noi.

E allora la casa per i clochard di Gallarate è almeno il segno di qualcosa di buono che questo buio inverno ci ha lasciato. Di qualcosa in cui, forse minimamente, questo inverno ci ha cambiato.

Fonte: Avvenire, 24 luglio 2020

Da un “voto” post-Covid una casa per senza dimora

Di Maria Teresa Antognazza

In un momento di prova, dove bruciano le 'ferite' e i vuoti lasciati dall’epidemia da Coronavirus, e si vanno profilando i gravi danni economici, i fedeli di Gallarate hanno deciso di dare un segnale forte.

«Faremo un voto», annuncia il prevosto, monsignor Riccardo Festa: «Sarà un atto non puramente formale o devozionistico, con la semplice promessa di 'essere più buoni', ma un gesto concreto e visibile, da cui non possiamo tornare indietro. Costruiremo una casa per chi non ha un tetto, e dove trovare un’occasione di riscatto e nuova vita. La pandemia ha messo alla prova la nostra fede; vogliamo rivolgerci a Dio chiedendo la grazia della guarigione, mettendo davanti a lui le cose che abbiamo perso ma anche quelle che abbiamo salvato, i valori che ci hanno tenuto a galla, impegnandoci in un gesto di carità concreta e duratura, che sia un memoriale».

Nascerà così 'Casa di Eurosia', intitolata alla giovanissima sposa martire per la fede, co-patrona di Gallarate (vedi anche editoriale in prima pagina): dieci posti per i senza dimora, da realizzare ristrutturando un immobile oggi sottoutilizzato, di proprietà delle parrocchie.

«La casa è uno dei valori fondamentali riscoperti in questo tempo – riprende monsignor Festa. – Ma non tutti ne hanno una, non tutti la sanno gestire come si deve, qualcuno di casa è uscito e non è più tornato. E allora partiamo da questo segno forte, al servizio di tutta la città di Gallarate».

Piano finanziario e modalità di gestione verranno presentati alla città il 12 settembre in occasione del 'voto' ma perché sia davvero concreto tutti i fedeli dovranno mettere mano al portafogli: «Ci impegniamo per tre anni a farla funzionare con circa 40.000 euro, raccolti attraverso donazioni da 1.000 euro di gruppi di persone che si autotassano mensilmente, per esempio destinando gli 80 euro del credito di imposta che abbiamo in busta paga».

La Casa per i senzatetto sarà al momento solo un ricovero notturno, che si collega alle altre opere di carità, le docce e la Mensa del Buon Samaritano, con la presenza di alcune figure educative, per offrire accoglienza e accompagnamento agli ospiti verso una nuova dignità di vita. Il 'voto' per i gallaratesi non è una novità. Lo hanno già fatto in passato, in occasione della peste del 1630, e lo ripeteranno il 12 settembre, solennemente, davanti alla Vergine nel Santuario di Madonna in Campagna. La decisione è arrivata lunedì scorso, quando si sono radunati nella basilica di Santa Maria Assunta i consigli pastorali e degli affari economici delle 10 parrocchie cittadine e hanno approvato il progetto messo a punto da monsignor Festa con gli altri tre parroci della città: don Mauro Taverna, don Luigi Pisoni e don Giovanni Ciocchetta.

Ne è stato informato anche l’arcivescovo Mario Delpini.

Mentre il prevosto ha parlato dell’iniziativa con l’assessore ai Servizi sociali, Stefania Cribioli. «Con questo atto religioso – aggiunge Festa – vogliamo convertirci e cambiare il nostro modo di vivere e relazionarci con gli altri, di pianificare gli investimenti, anche come parrocchie: sono accaduti fatti in questi mesi che non vogliamo cancellare».

Fonte: Avvenire, 24 luglio 2020

Summerlife 2020 - Modulistica

La proposta estiva 2020 sta per cominciare! ​
Da Lunedì 6 Luglio a Venerdì 31 Luglio 2020
presso l’Oratorio San Giovanni Bosco di Madonna in Campagna, Gallarate.

​Le novità saranno tante... le informazione pure!
Qui sotto trovi tutto quello che ti serve

PER L'ISCRIZIONE

1 Scopri la nostra proposta

2 Scarica il modulo d’iscrizione

3 STAMPA IL MODULO
(Tutte le pagine)

Leggilo attentamente e compilalo in ogni sua parte.
Consegnalo in Segreteria a Madonna in Campagna
solo nei giorni 01/07 e 03/07 dalle ore 16.00

DURANTE SUMMERLIFE

Autodichiarazione per il PRIMO GIORNO

Per i minorenni

Per i volontari maggiorenni

E POI, OGNI GIORNO DI SUMMERLIFE,
SARÀ NECESSARIA LA TUA

Autodichiarazione per TUTTI I GIORNI

Per i minorenni

Per i volontari maggiorenni

Aiutaci ad aiutare

Le Parrocchie vivono di carità.
I fedeli che hanno la possibilità di sostenere le loro Parrocchie possono inviare le loro offerte per le spese ordinarie e per le emergenze caritative ai seguenti conti correnti bancari:

PARROCCHIA
MADONNA IN CAMPAGNA

C/C           356 UBI BANCA

IBAN         IT46A0311150243000000000356

Causale: Donazione

PARROCCHIA
SANTI NAZARO e CELSO

C/C           2975 UBI BANCA

IBAN         IT98N0311150243000000002975

Causale: Donazione

Proposta Estate 2020

PastoraleEstiva2020

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L’Arcivescovo al Santuario di Madonna in Campagna

Domenica 17 maggio, l’Arcivescovo Mons. Mario Delpini, in forma privata, ha deciso di compiere un pellegrinaggio tra i Santuari della provincia di Varese, celebrando in ogni luogo una decina del Rosario.

E’ partito da Maccagno, per poi recarsi alla Madonna del Carmine di Luino, alla Madonna del Sasso a Caravate, alla Madonna della Riva ad Angera, alla Madonna della Ghianda a Somma Lombardo e ha terminato al Santuario di Madonna in Campagna, dove è arrivato per le 17.00 per recitare l’ultima decina dei misteri gloriosi del Rosario.

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