Comunità Maria Regina Della Famiglia - Gallarate
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Avvisi - 11 aprile 2021

Egoismo e generosità Dal settembre 2014 condivido la mia esistenza nella grande famiglia della Comunità pastorale “Maria Regina della Famiglia” e quanto sono colpito negativamente da alcune situazioni di egoismo, le vedo fortunatamente contrastate da tante situazioni di generosità. Per stare bene l’uomo deve dare. Diceva Giovanni Battista: “Chi ha due vesti ne dia una […]

Egoismo e generosità

Dal settembre 2014 condivido la mia esistenza nella grande famiglia della Comunità pastorale “Maria Regina della Famiglia” e quanto sono colpito negativamente da alcune situazioni di egoismo, le vedo fortunatamente contrastate da tante situazioni di generosità. Per stare bene l’uomo deve dare.

Diceva Giovanni Battista: “Chi ha due vesti ne dia una a chi non ne ha”. Il primo verbo di un mondo nuovo è dare... donare. In tutto il Vangelo il verbo amare si traduce col verbo donare: “non c’è amore più grande di chi dà la vita”; “chi avrà dato un bicchiere d’acqua con amore avrà ricompensa”; “c’è più gioia nel dare che nel ricevere”.

Sant’Agostino diceva: “Nella carità ogni povero è ricco, ma senza la carità ogni ricco è povero”.

Di Santa Caterina da Siena si legge che, quando era ancora ragazzina, faceva tante opere di carità. Avendo però una volta incontrato un povero, che le chiedeva qualcosa, era stata costretta a rispondergli: “Non ho niente”. Dopo si era invece accorta di avere una catenina al collo. L’ha strappata e gliel’ha data. Durante la notte le è apparso Gesù con una crocetta meravigliosa in mano, tutta trapuntata di diamanti e di perle, e le ha detto: “Conosci questa crocetta?”. “No”, ha risposto. “Questa è quella che tu mi hai dato ieri, in quel povero”, ha aggiunto Gesù.
La Santa aveva capito che ciò che si dà fiorisce; ciò che si tiene perisce.

Nelle sentenze di Gibran ho letto questo pensiero:

“E’ bello quando ci chiedono, ma è meglio comprendere e dare quando nulla ci viene chiesto”.

Sempre di Gibran è questa riflessione:

“Se non siete capaci di lavorare con amore, ma solo con ripugnanza, è meglio che lasciate il vostro lavoro e vi sediate alle porte del tempio, per ricevere l’elemosina da coloro che lavorano con gioia. Se cuocete il pane con indifferenza, produrrete un pane amaro, che sfama gli uomini solo per metà. E se spremete l’uva con rancore, esso distillerà un veleno nel vino. E se anche cantate come Angeli, ma cantate senza amore, rendete le orecchie degli uomini insensibili alla voce del giorno e della notte!”.

La vita del cristiano è tale soltanto se è generosa e gioiosa. Concludo la mia chiacchierata con un aforisma medioevale:

“I virtuosi camminano, i sapienti corrono, solo gli innamorati volano!”.

Per fortuna nella nostra Comunità pastorale ci sono tanti cristiani così!
Auguro che questo scritto risvegli le coscienze e sia occasione per tanta generosità, soprattutto verso i poveri.

Il vostro parroco, don Mauro

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