Comunità Maria Regina Della Famiglia - Gallarate
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Avvisi - 10 gennaio 2021

IMMERGERSI NELLA STORIA E NEL MONDO “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Mc 1,11). La voce dal cielo rivela il Mistero profondo di quest’uomo, Gesù di Nazaret, immerso nel Giordano, solidale con chi si riconosce peccatore e invoca nel segno penitenziale del Battesimo la salvezza. La ricerca a […]

IMMERGERSI NELLA STORIA E NEL MONDO

“Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento” (Mc 1,11). La voce dal cielo rivela il Mistero profondo di quest’uomo, Gesù di Nazaret, immerso nel Giordano, solidale con chi si riconosce peccatore e invoca nel segno penitenziale del Battesimo la salvezza.

La ricerca a cui il profeta Isaia invitava Israele per incontrare il Signore misericordioso trova in questa persona il suo compimento. Giovanni Battista stesso, il Precursore, avendo proclamato: “Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo” vede lo Spirito discendere su di lui “come colomba”.

In Gesù di Nazaret c’è la pienezza dello Spirito creatore che rinnova i cuori con il perdono, riconcilia i popoli abbattendo il muro di separazione, edifica una casa di concittadini di santi e di familiari di Dio per diventare abitazione di Dio in mezzo agli uomini. Chi attraverso il Battesimo s’immerge nella Pasqua del Signore Gesù entra in questa nuova creazione e partecipa alla sua missione di Figlio: chiamare tutti ad essere figli del Padre celeste e alla fraternità nuova del Regno di Dio. Dalla contemplazione di questo amore di Dio per noi siamo invitati a fare memoria del nostro Battesimo, che ci ha rigenerati alla vita nuova. Il peccato originale che ci teneva lontani da Dio è stato cancellato e siamo diventati figli a pieno titolo, come ci ricorda il profeta Isaia.

Tutto contribuisce a ravvivare in noi la certezza della potenza della potenza di questo sacramento che per primo ci introduce nella comunità cristiana e che ci pone nella condizione che Paolo riassume riferendosi a Gesù: “Per mezzo di lui possiamo presentarci al Padre in un solo Spirito”. In tema di Battesimo il pensiero corre alle comunità cristiane affinché dedichino nuove risorse e impegno a favore della catechesi battesimale, occasione propizia perché il genitori dei piccoli battezzandi sentano vicina e disponibile l’intera comunità cristiana.

In questa festa teniamo nel cuore i “catechisti dei battezzandi” che nelle nostre parrocchie sperimentano percorsi nuovi di avvicinamento al Battesimo, come anche gli adulti che giungono al sacramento in età matura. L’occasione di questa festa è il ricordarci che l’acqua sulla testa è memoria di un’appartenenza, è l’armatura mediante la quale affrontare il nemico. È il segno che la disperazione è vinta: Dio in te si compiace.
Non vorrebbe essere questo il nostro Battesimo? Non un’etichetta da esibire ma un essere nel mondo – così com’è - perché esso viva.
Se il nostro Battesimo è arrivare ad avere gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù (Fil 2,5), non si tratta, allora, di un nuovo rituale ma della decisione di continuare a restare nella storia da figli di Dio.
Potrebbero aiutarci nella riflessione queste due domande: ricordo la data del mio Battesimo?  Sono convinto che dal giorno in cui ho ricevuto il mio Battesimo è iniziata per me una “vita nuova”?

Il vostro parroco don Mauro

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