Comunità Maria Regina Della Famiglia - Gallarate
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Avvisi e calendario del 4 Novembre

Al primo incontro con la Chiesa, nel giorno del Battesimo, ci è stato chiesto di rinunciare a Satana, alle sue opere e alle sue seduzioni. Poi abbiamo rinnovato tale rinuncia alla Prima Comunione e alla Cresima. C’è il rischio di non nominare più il diavolo e di non pensarci assolutamente, come se non esistesse, e […]

Al primo incontro con la Chiesa, nel giorno del Battesimo, ci è stato chiesto di rinunciare a Satana, alle sue opere e alle sue seduzioni. Poi abbiamo rinnovato tale rinuncia alla Prima Comunione e alla Cresima.
C’è il rischio di non nominare più il diavolo e di non pensarci assolutamente, come se non esistesse, e di lasciarsi aggredire dal suo morso velenoso.
La Bibbia dice che Lucifero è un orgoglioso. L’orgoglio è il coperchio del vuoto. Satana è una nullità, ma una nullità pericolosa. Egli ha successo
quando riesce a farsi dimenticare. La sua prima apparizione fu – non a caso – sotto forma di serpente: un essere strisciante e nascosto, pericoloso perché non lo vedi: si mimetizza in mezzo all’erba e ti aggredisce a tradimento! Le erbe sataniche di oggi sono tante: la pornografia, la violenza, lo sfruttamento, il qualunquismo.
Sarebbe meglio se Satana non si mimetizzasse e facesse vedere la sua faccia: allora lo allontaneremmo come fece Gesù nel deserto, all’angolo del Tempio e sul monte Gerico. Ma lui preferisce lavorare dietro le quinte... e lasciare il segno.
Don Francesco Fuschini, simpatico prete ferrarese, scrive in un suo libro: “Satana è la scimmia di Dio: a imitazione di Cristo e nello stesso istante ha celebrato la sua
eucarestia. C’è nel Vangelo una ‘comunione nera’ con la presenza reale del diavolo. Era l’ultima cena, Gesù sedeva a mensa con i suoi...“ E dopo aver intinto il boccone, lo
diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota e così Satana entrò in lui. (Giovanni 13,26-27). E cosa poteva fare Giuda posseduto dal demonio? Disperare della misericordia di Dio: il più grave peccato è non credere nelle energie della Resurrezione. E poi togliersi la vita. Il suicidio è desiderio di essere al tempo stesso carnefice e vittima, creatura mortale e Angelo della morte. E’ un gesto che combina il dare e il ricevere. Il suicida è nemico di se stesso. Satana, omicida fin dal principio, ha una
capacità di spingere l’uomo ad accanirsi contro se stesso.
Non dobbiamo temere di parlare qualche volta di Satana: per difenderci e farci difendere da Colui che “non permette che cadiamo in tentazione ma ci libera
dal male”.
Ma anche se il Maligno è riuscito a irretirci e a farci cadere nella trappola, la sua non è una vittoria definitiva. La Grazia dell’Onnipotente
vince sulla nullità satanica. Il Signore si serve anche della miseria. Noi non sappiamo fin dove un peccato ci distacca momentaneamente da Dio e dove pone le gettate
sulla strada del ritorno! E’ la vittoria di Dio sul suo avversario, è il trionfo di Cristo in Croce, come diceva il Cardinal Giovanni Colombo. “Il mio peccato e il suo amore hanno messo Cristo in Croce”. Pensare al diavolo non è pessimismo, anzi è un pungolo all’ottimismo. Anche San Paolo, che per un certo periodo si era lasciato prendere la mano da Satana, era lieto della vittoria del Signore: “Ha amato me e ha dato se stesso per me”.

don Mauro

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