AL CROCEVIA DELLA STORIA

Funge da “snodo”, per così dire, la domenica delle Palme, tra la Quaresima e la Pasqua, alla quale avvia decisamente, aprendo la Settimana Santa. Il vivo contrasto tra il trionfo di Gesù, acclamato come Messia al suo ingresso in Gerusalemme, e il dramma della Passione anticipa il senso profondo della morte-risurrezione di Cristo. Allora l’esito sarà rovesciato: all’oscurità del Calvario farà seguito la luce sfolgorante della Risurrezione. Di fatto, la celebrazione odierna, dopo il momento iniziale della commemorazione dell’ingresso a Gesù in Gerusalemme, si concentra attorno al racconto della Passione. In tal modo, è la stessa Croce di Gesù a tracciare in profondità il collegamento tra l’itinerario quaresimale e la celebrazione pasquale. Del resto, la vicenda umana di Gesù, come riferita nei Vangeli in particolare in quello di Marco, soprattutto – si era caratterizzata, fin dai primi passi, per un orientamento costante alla croce. Il progressivo svelarsi della sorprendente identità del Nazareno aveva suscitato non poche reazioni di contrasto che ne prospettavano e preparavano il rifiuto da parte dei capi del popolo di Israele; parallelamente, Gesù stesso intravvede in maniera sempre più chiara la propria sorte e cerca di renderne consapevoli anche i discepoli, soprattutto nella seconda parte della sua predicazione pubblica. Ora, dal momento che la Quaresima invita e induce i singoli cristiani ad assimilarsi nuovamente alla persone e alla vicenda di Gesù, essa culmina, la notte di Pasqua, in una rinnovata adesione battesimale. Essa, a sua volta, si pone sotto il segno della Croce, ovvero di una simile, totale adesione a Dio e al prossimo quale essa è stata per Gesù. In tal modo, mirabilmente, la struttura del Vangelo si riflette in quella della Quaresima e, soprattutto, l’esperienza vissuta di Cristo orienta quella del cristiano. Nella liturgia delle Palme anche noi come le folle di Gerusalemme gridiamo e cantiamo “Osanna”. Dire “Osanna” significa scegliere di percorrere la via di Gesù. Il Vangelo, però, ci mette in guardia: troppe volte nella storia abbiamo visto gli Osanna tramutarsi velocemente in “Crocifiggilo!”. Tutte le volte ce non seguiamo il Vangelo e la coscienza fino in fondo, tutte le volte che cerchiamo privilegi e il nostro interesse, il potere e la ricchezza, tutte le volte che troviamo forza solo in noi stessi e non nella preghiera… tutte queste volte noi trasformiamo il nostro “Osanna” in “Crocifiggilo!”. Del resto, lo scandalo della croce è sempre molto forte e anche per noi, come per i discepoli, il rischio quotidiano è quello di lasciare Gesù. Se, all’inizio del Vangelo, Marco aveva scritto che i discepoli “abbandonato tutto, seguirono Gesù”, nell’ora della Passione si vede costretto ad annotare che essi, “abbandonato Gesù, fuggirono tutti”. Ma pure in questi momenti Dio rimane fedele. Chiediamo al Signore di non restare indifferenti di fronte a questo amore appassionato. Marco è l’unico Evangelista che annota la professione di fede del centurione ai piedi della croce. Si tratta di una delle più belle professioni di fede del Nuovo Testamento. Marco vuole portarci a riconoscere in quell’uomo crocifisso e morto per amore il Figlio di Dio.

don Mauro

SettimanaSanta18

Altri articoli...