Avvisi e calendario domenica 20 Maggio 2018

LE VIE INFINITE DELLO SPIRITO

Un tuono, il soffiare del vento, un fuoco che dall’alto discende e si posa su ciascuno degli apostoli, è il grande affresco della Pentecoste offertoci dall’Evangelista Luca in Atti 2,1-11. Il miracolo della Pentecoste si rinnova ogni volta che – secondo le parole di Gesù riferite nel Vangelo odierno (Gv.14,15-20) – la Chiesa si lascia sempre di nuovo guidare dallo Spirito, verso quella Verità che essa ha già conosciuto e ricevuto nel Figlio fatto uomo, ma che non è ancora stata compresa in tutta la sua ampiezza e profondità, perché si disvela lungo il tempo e nell’universo intero. Nel giorno di Pentecoste, lo Spirito del Risorto invade e pervade i cuori, le menti, le vite, dei suoi discepoli. Simile al fuoco che brucia e consuma ogni paura, illumina e riscalda anche le tenebre più fitte. Simile al vento che scuote e smuove gli ostacoli più rigidi, libera e rende terso il cielo. Lo Spirito trasfigura queste povere esistenze, rendendoli capaci di affrontare ciò che prima sembrava impossibile. Lo Spirito “della verità” è colui che permette di approfondire costantemente la relazione d’amore, vincendo la tentazione della chiusura e la paura dell’incontro con gli uomini. E’ questo quello che sperimentano i discepoli il giorno di Pentecoste: spalancano le porte escono incontro alle persone, parlano le loro lingue… Nei discepoli l’azione dello Spirito è come un fuoco che li porta a non fermarsi. Possiamo individuare due semplici tracce del passaggio dello Spirito nella nostra vita. Per prima cosa, lo Spirito agisce in noi quando abbiamo il coraggio di cercare la verità come qualcosa che ci sta davanti e ci fa crescere. Lo Spirito agisce in noi quando ci aiuta a non replicare semplicemente quello che abbiamo già fatto, ma cercare strade nuove, guardando al futuro. In secondo luogo, lo Spirito agisce in noi quando abbiamo il coraggio di dire la verità tutta intera nelle nostre relazioni e nei problemi che viviamo. Spesso ci nascondiamo dietro motivazioni non del tutto vere, evitando di guardarci dentro fino in fondo per paura della verità; ci rifugiamo in “mezze” verità che ci difendono dalla necessità di cambiare i nostri stili. Quand’è così, i pezzi della nostra vita rimangono separati, alcuni non vengono alla luce e noi non ci facciamo raggiungere dalla salvezza. Il coraggio della verità significa tenere insieme tutti i pezzi, mettendo in dialogo le parti più “accettabili” di noi con quelle più malate. E lasciando che sia il Signore a unificarle e a indicarci un’identità nuova. Lasciamoci dunque coinvolgere dalla gioia contagiosa che permane dalla liturgia odierna. Celebriamo e accogliamo l’effusione dello Spirito che ancora oggi il Risorto dona,non solo alla sua Chiesa, ma a tutti i cuori retti e sinceri. E’ in forza di questa grazia che la nostra libertà trova il coraggio di lasciare dietro di sé remore e paure, per decidersi nella sequela di Gesù. E’ nel dinamismo segreto della sua azione, che illumina, sostiene, orienta il cammino dei credenti e della Chiesa, che possiamo scoprire e imparare i linguaggi nuovi per dire il Vangelo ai nostri contemporanei. E’ nel mistero di questa presenza, nascosta nelle pieghe della storia dei cuori degli uomini, che possiamo sperare nel Regno che viene. Il fatto che ci si capisca, al di là delle differenze, il fatto che si crei armonia tra i diversi è la bellezza della Pentecoste. E diventa bellezza della vita!

don Mauro