Avvisi e calendario domenica 17 settembre 2017

VITA FRATERNA 2

Il fondamento della Chiesa non può essere che l’esperienza viva di Gesù di Nazareth. In essa sono implicati tutti i sensi spirituali: udito, vista, tatto, sguardo contemplativo.

L’incontro con Gesù non è solo questione dell’anima. Possiamo incontrarlo con la totalità del nostro io, della nostra persona e, dunque, della nostra esperienza.

Il testo della prima lettera di Giovanni, poi, riporta il v.2, in una frase tra parentesi, una specie di nota: “La vita si manifestò infatti, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna che era presso il Padre e si manifestò a noi”. Ciò che Giovanni ha descritto in forma ascendente, della storia di Gesù fino alla Parola che dà la vita, poi lo riprende in un modo discendente. Perché nessuno sospetti che la Parola della vita intravista nella carne di Gesù sia una proiezione, una conquista dell’impegno, una produzione dell’ingegno umano. La fraternità ecclesiale deve riconoscere il fondamento del nostro essere insieme, il centro vivo e pulsante dell’esperienza ecclesiale, che è un esperienza ricevuta, di cui non siamo titolari, ma di cui siamo tutti discepoli. Ecco, allora, la caratteristica fondamentale della Chiesa.

La Chiesa c’è per dire e comunicare il Signore, bisogna sperimentare che si è nella Chiesa soprattutto per Lui e perché c’è Lui. Questa è la ragione radicale per cui noi possiamo essere una comunione fraterna, la Chiesa del Signore.

L’immagine di S. Paolo della Chiesa come “corpo” di Cristo esprime bene questo: il corpo è il segno reale della persona, dice e comunica l’io interiore ad altri e gli altri entrano in comunione con l’io personale mediante il corpo.

Così la Chiesa dice e dona Cristo, è Chiesa perché comunica Lui agli uomini e gli uomini vedono e ascoltano Cristo nello specchio e nell’eco della Chiesa.

L’altra immagine del corpo, come insieme di membra organicamente strutturate, dice che la Chiesa è corpo, anche perché forma un organismo articolato. La metafora del corpo, però prima di dire ciò che ci distingue nella Chiesa (le diverse membra dell’unico organismo), dice ciò che unisce (il corpo come segno per gli altri). Questo è il dono per tutti e il compito di ciascuno: essere segno reale di Cristo per gli uomini, per la vita del mondo.

Oggi la Giornata per il Seminario. “Alzati, và e non temere!” un titolo provocatorio che riprende l’invito più volte rivolto da Gesù e che riassume il significato dell’intero cammino della Chiesa. E’ il Signore che invita la nostra Chiesa a non sedersi, a non rimanere frastornata e imbambolata o impaurita in mezzo alle vicende del mondo. La nostra Chiesa sta ricevendo una nuova chiamata a seguire Gesù senza paura; Lui ha un progetto di bene, di amore e di pace per ciascuno di noi. In modo particolare i giovani sono invitati a non essere rassegnati, sconcertati, scoraggiati, ma a percepire che c’è qualcuno che da sempre ha il desiderio di far conoscere il suo progetto d’amore sulla loro vita; c’è il Signore Gesù che ha seminato nel loro cuore una vocazione, quel modo unico e originale di essere uomo e cristiano nella Chiesa e nel mondo.

don Mauro

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