Avvisi e calendario di domenica 9 aprile 2017

DELLE PALME

Carissimi parrocchiani,

la celebrazione di questa domenica – “Domenica delle Palme” – si apre in maniera singolare. Abbiamo nelle nostre mani rami di ulivo e di palma, che fra poco verranno benedetti, e con essi festosamente formeremo un corteo che imitando le folle di Gerusalemme, accompagnerà il Signore verso la sua Passione e morte.

Il Signore è consapevole che questo viaggio, tanto solenne quanto struggente, lo condurrà verso un destino cruento di sofferenza, ma la freschezza dei rami indica che Egli è pure consapevole che dall’albero secco della croce spunta già una vita rinnovata, mai più soggetta alla morte. Egli la ottiene per sé e la anticipa per noi. Con oggi inizia la Settimana Santa, la grande settimana, la più grande dell’anno!

Santa perché al centro c’è Gesù! Una Settimana Santa perché quel Gesù, di cui sentiamo raccontare oggi la storia, desidera entrare nella nostra vita, incontrarci, riempire di Lui ogni nostro attimo.

Tutto inizia e tutto si compie in questa settimana! La domenica delle Palme è come la porta di questo tempo così determinante e strategico per la storia di Gesù, per la storia dell’umanità, per la nostra storia.

È importante che decidiamo con quale atteggiamento vivere questa domenica: l’atteggiamento degli spettatori distaccati che osservano tutto e poi tornano alla propria vita senza che sia stata minimamente modificata; oppure come la gente che grida “Osanna” al Figlio di Davide e poi griderà “Crocifiggilo” quando Pilato chiederà il parere; o ancora come i bambini che corrono in festa dietro a Gesù e si lasciano incontrare dal suo sguardo e dal suo amore. Oggi, e da oggi per tutta la Settimana Santa, siamo invitati a domandarci: io dove sto?

Il triduo della Passione e della Risurrezione del Signore, che ci apprestiamo a celebrare, risplende al vertice dell’Anno Liturgico, poiché l’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio è stata compiuta da Cristo specialmente per mezzo del mistero pasquale, col quale morendo ha distrutto la morte, e risorgendo, ci ha ridonato la vita. Il triduo pasquale ha inizio dalla Messa in “Coena Domini”, ha il suo fulcro nella “Veglia Pasquale” e termina con i vesperi della domenica di Risurrezione.

Nel pomeriggio del Venerdì Santo si celebra la “Passione del Signore”, accompagnata dal digiuno pasquale. La Veglia Pasquale, durante la notte in cui Cristo è risorto, è considerata come la “madre di tutte le Veglie”. In essa la Chiesa attende, vegliando la risurrezione di Cristo e la celebra nei sacramenti. La mia speranza è che tutti abbiano a comprendere l’importanza di questi riti e che vi partecipiamo in modo consapevole e pieno. Vi suggerisco allora qualche semplice pensiero in preparazione a questi momenti.

La morte di Gesù, non è stata un incidente nella sua vita, qualcosa che gli è capitato e che Lui ha dovuto subire, fu volontaria e spontaneamente libera. Non sono stati i chiodi a tenere in croce Gesù, ma il suo amore per noi. Se fossero stati i chiodi a tenerlo confitto, sarebbe stato un gioco da fanciullo per Lui liberarsene e sparire. La passione e la morte volontaria è per Gesù la parte essenziale della sua missione. Dalla Croce Gesù ha veduto ciascuno di noi, e tutto il nostro bisogno di essere redenti dai nostri peccati, da tutti, e ci ha amato.

Non possiamo guardare al Crocifisso e rimanere indifferenti!

Ma ancor di più, il suo amore per noi non conosce limiti… non c’è abisso di peccato dove il suo amore non sappia discendere. Confidiamo allora in questo amore così grande e misericordioso di Gesù e prepariamoci con fiducia e gioia alla celebrazione della nostra confessione.

Solo dalla pace che avremo con il Signore e con i fratelli potrà scaturire per noi la vera gioia della Santa Pasqua.

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