Avvisi e calendario di domenica 6 novembre 2016

NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO

Carissimi parrocchiani,

non è facile parlare di re e di regalità oggi, nella nostra cultura occidentale in cui, a parte qualche lodevole eccezione, sono scomparsi regni e dinastie. Lo stesso concetto di “re” e di “regno” è totalmente alieno dal pensiero moderno, soprattutto giovanile, tanto che rimanda a tempi ormai lontani, a fiction televisive che rimangono appunto “fiction” cioè finzioni. Finzioni, non realtà!

E invece, la liturgia odierna celebra e ripete con verità che Gesù di Nazareth è il Cristo di Dio, è il Re d’Israele, è il Re di giustizia di amore e di pace per tutti coloro che gli aprono il cuore e si giocano la vita su di Lui.

Che Gesù sia “Re”, è riconosciuto anche dai suoi nemici che condannandolo a morte, scrivendo la motivazione della condanna lo chiameranno Gesù Nazareno Re dei Giudei. (I.N.R.I.).

Umanamente parlando è ben strano che un condannato alla morte più obbrobriosa, quella della croce, sia proclamato Re. Di fronte a questa affermazione, bisogna schierarsi!!

Si schierarono i sommi sacerdoti che puntualizzano: “Egli ha detto: Io sono Re”; si schierarono i due ladroni condannati con Lui; uno lo deride e lo provoca, l’altro lo prega e invoca: “Ricordati di me quando sarai nel Tuo regno”. E il condannato troverà per quel suo gesto di umiltà e di preghiera, la via della regalità di Cristo che si piegherà su di lui per perdonarlo, riempirlo d’amore e dargli la certezza del perdono: “Oggi sarai con me in Paradiso”.

Questa regalità che si piega sugli ultimi, sui pentiti di cuore, su chi dal mondo non è amato, è la regalità di Cristo. E ogni volta che la Chiesa, corpo di Cristo, sposa del suo Signore, ne segue le orme essa stessa trova forza, gioia e pace.

Non solo in Lui per cui tutto viene e noi stessi veniamo e siamo già collocati nel Regno, ma per Lui noi uomini e universo intero siamo, esistiamo e camminiamo verso la rivelazione della sua pienezza, verso la manifestazione completa della sua gloria e della sua regalità.

Riconoscere e credere nella regalità di Cristo Gesù significa allora impegnarsi perché il suo Regno, che non è di questo mondo, possa far giungere i suoi riflessi in questo mondo; significa lottare con tutte le forze, con intelligenza e volontà perché venga il Regno del Padre, Venga il Tuo Regno” invochiamo nel Padre Nostro.

Il Regno del Padre è lo stesso Regno di Gesù. Questo “REGNO”:

  • venga perché ad ogni uomo, dal suo concepimento al suo naturale morire, sia riconosciuta la piena dignità umana;
  • venga perché famiglia sia solo il rapporto stabile e aperto alla vita di un solo uomo e di una sola donna, per sempre;
  • venga perché ad ogni cuore, anche a quello del condannato e del disperato la Chiesa possa annunciare liberamente l’amore di Dio per lui;
  • venga perché davvero la volontà di Dio Padre si compia in terra come in cielo.

Così la Regalità di Gesù non sarà un sogno, ma un impegno. Sempre e per tutti!

E ai giovani che amano i leader ricordo: Gesù è il leader più amato e più rifiutato dalla storia.

Egli è diverso da tutti eppure cercato, amato e …wanted!!

Ancora oggi, come nei secoli passati, come nei secoli che verranno Egli non è campione che passa, Egli è il campione, egli è l’assoluto.

Chi si è giocato la vita per Lui, ha trovato il senso della vita, la gioia, la pace. Anzi è diventato costruttore di pace. Le parole sono inutili.

Giovane, bisogna incominciare, provando da oggi.

don Mauro

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