Avvisi e calendario di domenica 5 marzo 2017

ALL’INIZIO DI QUARESIMA  (I di Quaresima)

Milano, 2 marzo 2017
Pr. 26/COM_SOC/2017

Gentilissimo,
qui di seguito inviamo il quinto editoriale diocesano in avvicinamento alla visita di papa Francesco a Milano il 25 marzo prossimo.

L’invito è di pubblicare l’editoriale sul bollettino parrocchiale e sugli altri strumenti di comunicazione della parrocchia nella settimana dal 6 al 12 marzo, compatibilmente con le uscite dei diversi strumenti. L’Ufficio Comunicazioni Sociali è a disposizione per eventuali domande. Ringraziandola per la preziosa collaborazione, le porgo cordiali saluti.

Maria Grazia Cazzaniga

Uff. Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi di Milano
p.zza Fontana, 2 – 20122 Milano
tel. 02 8556240

Papa Francesco tra vocazione e missione

Tra qualche settimana papa Francesco sarà tra noi! Il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, visiterà le nostre terre. La sua venuta si colloca in profonda unità con il cammino che l’Arcivescovo sta facendo compiere alla diocesi con la sua visita pastorale in forma feriale e che avrà la sua ultima fase con l’individuazione, per ogni comunità, del “passo” da compiere per una maturità più grande nella fede. Per questo è tanto importante la presenza tra noi di Pietro, nella figura di papa Francesco, che ci conferma nella fede e orienta il cammino. Quali sono i segni di una fede più matura? Papa Francesco fa riferimento spesso a due segni.  Il primo è la nascita nel nostro cuore del desiderio di comunicare a tutti la gioia del vangelo (EG 1). La fede è per sua natura missionaria. Ecco il cuore della “conversione pastorale” (EG 25) che ci è chiesta! Questo invito chiede di vivere in modo dinamico il nostro essere Chiesa: occorre superare la divisione tra pastorale parrocchiale e pastorale d’ambiente. Anche la parrocchia, ci ricorda papa Francesco, ha una vocazione missionaria (EG 28). Per questo la pastorale ha bisogno di far crescere quella pluriformità nell’unità, in cui carismi condivisi, associazioni e aggregazioni ecclesiali, lavorino perché tutti possano sperimentare nel modo più adeguato l’appartenenza ecclesiale ed essere raggiunti dall’annuncio del vangelo nella propria condizione concreta.  Un secondo segno importante: la fede vissuta genera decisioni che impegnano tutta la vita. La fede ci porta a vivere la vita come vocazione fino a maturare scelte vocazionali definitive. Questo vale sia per il matrimonio e la famiglia, che per la vita consacrata e sacerdotale. Per questo papa Francesco vuole che la Chiesa tutta rifletta sul rapporto tra fede e vocazione, in particolare per i giovani (Sinodo 2018), perché, vincendo “la cultura del provvisorio che ci bastona tutti”, abbiano forza di compiere scelte coraggiose per l’edificazione del Regno di Dio e per promuovere vita buona.

Paolo Martinelli
Vescovo ausiliare, Arcidiocesi di Milano

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