manonellamanoIV GIORNO DELL’OTTAVA DI NATALE

Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv. 15,12).

E’ bello lasciarci “incantare” da questo comandamento a soli tre giorni dall’esperienza di amore che noi tutti abbiamo fatto nel Santo Natale. Ci riporta al cuore del mistero della nostra fede. E’ la parola suprema che Gesù ci dice e ci affida. Ce la affida da quella mangiatoia in cui è stato posto.

E’ “ comandamento nuovo” perché è radicalmente diverso dagli altri, è il contrario degli altri. Il comandamento dell’amore nasce dal dono dell’amore. Ecco dove sta la novità: è un dono che fa nascere l’esigenza di una risposta libera e gioiosa. Lui ci ha amato per primi! Noi non “dobbiamo fare”: ha già fatto Lui. Noi dobbiamo soltanto aprirci rispondere, aderire!

Gesù vuole che ci amiamo. “ Amatevi gli uni gli altri, concretamente”. Punto e basta: ecco il tutto della fede. Invece, proprio anche all’interno delle comunità cristiane, magari anche la nostra, quanta fatica, quanti contrasti, quante rivalse, quante cattiverie, perché?

Come io ho amato voi” ( Gv.15,12). Non si tratta, quindi, semplicemente di amare, non si tratta neppure dell’amore misurato su noi stessi.  L’amore vero è l’amore di Gesù! Amare come Lui ci ha amato: ecco il segreto del vero amore. Sant’ Agostino a chiare lettere, proclamava nei suoi discorsi: “ noi non amiamo, se prima non siamo amati”.

E’ un “ come “ che non ci deve lasciare tranquilli, ma non nel senso che ci debba mettere paura, quanto piuttosto perché ci deve spingere sempre più avanti, ci deve far capire che abbiamo sempre un passo in più da fare. Il “ come” di Gesù è il come di Colui che ha dato la vita per noi, il come di Colui che ci ha chiamato amici, non servi. E’ il come di Colui che ci ha dato tutta la sua gioia.

La possibilità di amare come Lui non proviene da noi, proviene da Lui e dalla sua potenza d’amore che si offre a nostra disposizione e che noi possiamo solo ricevere. Il come di Gesù è fondamentalmente questo: il come di un’amicizia “  spirituale” perché disegna e realizza un rapporto veramente profondo che lega all’altro in quanto tale, per il valore che l’altro ha in sé e che l’altro è in sé, e perché fa mettere al servizio dell’altro dentro la prospettiva di un dono che è capace di spingersi fino all’offerta della vita.

Non è un “ come “ che ci deve mettere paura, è un come che ci deve mettere per strada, è un come che ci deve far camminare giorno dopo giorno. Nei Sacramenti, in modo particolare nell’Eucarestia, il Signore ci fa compiere l’esperienza del suo amore: Lui ci ha amato così gratuitamente. L’amore è Lui!

Torna alla mente la parabola del condono del debito insaldabile ( Mt. 18,21-35 ) o lo splendido testo di Osea 11,1-9; o ancora il “ come” che rintracciamo nell’invocazione del Padre nostro: “rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori” (Mt. 6,12).

Come, il Padre nel suo immenso e incondizionato amore è fedele e ci perdona gratuitamente rimettendo le nostre colpe senza stancarsi mai, anche noi in conseguenza del dono di un amore così grande – come Lui appunto – amiamo e perdoniamo con amore fedele e misericordioso. Come Gesù nel suo immenso e incondizionato amore è fedele alla sua amicizia e ci ama fino al dono della vita, ci chiama amici, così anche noi in conseguenza del dono di un amore così grande – come Lui appunto – ci amiamo come fratelli.

don Mauro

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