presentazione-di-gesù-al-tempio-300x225III DOPO L’EPIFANIA

Oggi siamo invitati a osservare, venerare, contemplare la Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Osservandola come in quadretto: i genitori portano il Figlio al Tempio, perché sanno che il Bambino non è loro proprietà, è di Dio, lo offrono a Dio, perché solo così potrà continuare la promessa. Al Tempio incontrano 2 vecchi che, pur carichi di anni, hanno il potere di trasmettere alla famiglia speranza, futuro, fiducia, senza per questo nascondere anche la spada che trapasserà, o senza evitare di dire che ci sarà contraddizione e rovina. (Luca 2,22-40). Una orazione recita così: “ O Dio nostro creatore e Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio, generato prima dell’aurora del mondo, divenisse membro dell’umana famiglia, ravviva in noi venerazione per il dono e il mistero della vita, perché i genitori si sentano partecipi della fecondità del tuo amore, e i figli crescano in sapienza, età e grazia, rendendo lode al tuo Santo nome …”. Chiediamo a Dio di ravvivare in noi la venerazione per il dono della vita … Attuale quanto mai questa preghiera, in un momento di crisi della famiglia, crisi degli adulti, crisi delle persone disposte a donare la propria vita. Preghiamo con le parole di Madre Teresa di Calcutta: << Padre dei cieli, ci hai dato un modello di vita nella Sacra Famiglia di Nazareth. Aiutaci, Padre d’Amore a fare della nostra famiglia un’altra Nazareth, dove regnano l’amore la pace e la gioia. Che possa essere profondamente contemplativa, insensatamente “Eucaristica” e vibrante di gioia. Aiutaci a stare insieme nella gioia e nel dolore, grazie alla preghiera in famiglia. Insegnaci a vedere Gesù nei membri della nostra famiglia, soprattutto se vestiti di sofferenza. Che il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori mansueti e umili come il Suo. Aiutaci a svolgere santamente i nostri doveri familiari. Che possiamo amarci come Dio ama ciascuno di noi, sempre, ogni giorno, e saperci perdonare i difetti come Tu perdoni i nostri peccati>>.

Raccontano che una giovane coppia entrò nel più bel negozio di giocattoli della città. L’uomo e la donna guardarono a lungo i colorati giocattoli allineati sugli scaffali, appesi al soffitto, in lieto disordine sui banconi. C’erano bambole che piangevano e ridevano, giochi elettronici, cucine in miniatura che cuocevano torte e pizze. Non riuscivano a prendere una decisione. Si avvicinò a loro una graziosa commessa. “ Vede”, spiegò la donna, “noi abbiamo una bambina molto piccola ma siamo fuori tutto il giorno e spesso anche di sera”. “È una bambina che sorride poco”, continuò l’uomo. “ Noi vorremmo comprarle qualcosa che la renda felice”, riprese la donna, “anche quando noi non ci siamo … Qualcosa che le dia gioia anche quando è sola” “Mi spiace”, sorrise gentilmente la commessa. “Ma noi non vendiamo genitori”.

Carissimi questa domenica guardiamo la nostra famiglia! Oggi è importante che lasciamo affiorare nel nostro cuore il sentimento più grande della riconoscenza. Una giovane ha lasciato questo breve scritto a sua madre : “ Quando pensavi che non stessi guardando, hai appeso il mio primo disegno al frigorifero e ho avuto voglia di continuare a stare a casa nostra per dipingere. Quando pensavi che non stessi guardando, hai cucinato apposta per me una torta di compleanno e ho compreso che le piccole cose possono essere molto speciali. Quando pensavi che non stessi guardando, hai recitato una preghiera e io ho cominciato a credere nell’esistenza di un Dio con cui si può sempre parlare. Quando pensavi che non stessi guardando mi hai dato il bacio della buona notte e ho capito che mi volevi bene. Quando pensavi che non stessi guardando, ho visto le lacrime scorrere dai tuoi occhi e ho imparato che, a volte, le cose fanno male ma che piangere fa bene. Quando pensavi che non stessi guardando, ti sei preoccupata per me e ho avuto voglia di diventare me stessa. Quando pensavi che no stessi guardando, io guardavo e ho voluto dirti grazie per tutte quelle cose che hai fatto, quando pensavi che non stessi guardando. La riconoscenza per tutto quello che riceviamo dalla e nella nostra famiglia è atteggiamento maturo e onesto. Solo chi è presuntuoso non trova motivi di ringraziamento.

don Mauro

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