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II DI AVVENTO – “ I FIGLI DEL REGNO ”

Carissimi parrocchiani,ogni anno, puntuale, si presenta a noi l’Avvento che ci conduce a contemplare nel Natale, il mistero del Dio con noi. La stanchezza, l’abitudine, il dovere possono svilire questo tempo particolare dell’anno liturgico. In noi c’è sempre bisogno che qualcuno stimoli e aiuti a ravvivare la riconoscenza in Colui che si è fatto uomo per noi e che schiude la storia alla speranza. Gli aiuti e i mezzi possono essere molteplici, ma sono necessarie soprattutto la Parola di Dio, l’azione liturgica e la carità che si traduce nella testimonianza della vita. Ce lo siamo detti tante volte e ridircelo ancora non può che farci bene, la comunità cristiana trova nella celebrazione dell’Eucaristia il culmine e la fonte della vita della Chiesa. Cristo si rende presente e si dona spezzando la sua Parola e il suo Corpo. Dobbiamo farcene una ragione; ogni tempo liturgico è un dono: il Dio con noi, attraverso l’azione liturgica, si manifesta e si dona nella piena gratuità; spetta a noi aprirci e accogliere la continua presenza di Cristo. È lui che ci viene incontro e ci santifica, non le nostre azioni e i nostri buoni propositi, anche se la nostra collaborazione e il nostro impegno sono importanti. Ogni comunità cristiana vive tra il “già” e il “non ancora”, crescendo nella fede, nella carità e nella speranza del ritorno glorioso del Risorto. L’Avvento è il tempo liturgico che prepara la Chiesa a celebrare il mistero della manifestazione nella carne del Verbo di Dio. Nel Rito ambrosiano ha durata analoga alla Quaresima (6 settimane) e prende avvio con la domenica successiva alla festa di san Martino, vescovo (11 novembre), ragione per la quale nella tradizione ambrosiana riceve anche la denominazione di “Quaresima di san Martirio”.Nell’Avvento il popolo cristiano si dispone a rivivere la “pienezza dei tempi” alla luce dell’attesa escatologica, che orienta il cammino dei credenti nella storia e li guida verso il definitivo riscatto nel trionfo glorioso del Signore. L’itinerario delle prime cinque domeniche è evidenziato dalla titolatura di ciascuna di esse: la venuta del Signore (prima domenica), i figli del Regno (seconda domenica), le profezie adempiute (terza domenica), l’ingresso del Messia (quarta domenica), il Precursore (quinta domenica. L’itinerario sfocia nella celebrazione della venuta del Verbo nel grembo della Vergine, mistero cui è dedicata la sesta domenica, che la tradizione ambrosiana denomina “domenica dell’Incarnazione”. In essa è celebrata, con una prospettiva marcatamente cristologica, la Divina Maternità della Beata Vergine Maria.Nel tempo dell’Avvento la Chiesa ambrosiana usa il colore liturgico morello, in segno di sobria austerità. La sesta domina “dell’Incarnazione” usa invece il bianco. Attesa e vigilanza sono gli atteggiamenti che caratterizzano l’Avvento cristiano, come stupore, lode e azione di grazie parlano del Natale: tutto questo tempo liturgico è segnato dalla memoria di quanto Dio ha già offerto all’umanità e del compimento a cui orienta la nostra speranza.

L’attesa, la speranza e la meraviglia che segnano questo periodo liturgico possono renderci coraggiosi testimoni della fede: volgendo lo sguardo alla promessa del Dio fedele possiamo sviluppare l’atteggiamento della vigilanza, per saper cogliere la presenza del Signore che “viene” in ogni momento della nostra esistenza. Questo mistero di Dio dentro la nostra storia ci sottrae a facili fughe, ci invita a fidarci di lui e del suo amore. Egli verrà anche come giudice delle nostre azioni, ma attraverso un giudizio dell’amore che saprà purificare anche tutte le scorie della nostra fragilità e della difficoltà a credere.

don Mauro

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