Avvisi e calendario di domenica 22 maggio 2016

SSTrinitaSS. TRINITA’

La Sagra della Comunità è l’occasione per riflettere ancora una volta sul valore dell’essere Comunità Cristiana.

Il fatto di avere come patrona la Maria è per noi di stimolo e di impegno ad una più profonda conoscenza della Parola di Dio. Meditava tutte queste cose nel suo cuore” (Lc. 2,51b)

Ecco il nostro impegno per i gruppi di ascolto e la lettura della Bibbia che sono il punto cardine della catechesi agli adulti.

Ma ora parliamo un po’ della Comunità e di quale desideriamo che sia il volto della nostra comunità. Prima di tutto parto da una domanda: quando altri dovessero parlare di noi e della nostra Comunità, cosa desidereremmo abbiano a dire? Io credo che la definizione migliore che possiamo desiderare è che si possa dire anche di noi quello che si diceva della prima Comunità Cristiana: Guardate come si amano!”

Ma in secondo luogo oso sperare di far crescere una comunità cristiana all’insegna della ministerialità, del servizio. Il volto della Chiesa oggi cioè deve essere il volto che corrisponde sempre di più a quella immagine di Chiesa espressa dal Concilio Ecumenico Vaticano II: “La Chiesa è il popolo di Dio che insieme, con l’apporto di tutti, loda il Signore nell’assemblea liturgica paragonata, ascolta la Parola di Dio in tutte le forme in cui viene proclamata e ama il Signore nella persona dei poveri e dei bisognosi, con l’esercizio della Carità”. Oggi più che mai è importante che tutti nella Comunità abbiano a sentire di avere un ruolo, un compito e che questo compito lo vivano con sempre più rinnovato entusiasmo e generosità.

Cosa serve per essere vera Chiesa e veri cristiani? Benché il significato originario di Parrocchia (dal greco paroikia) voglia dire “Chiesa tra le Case” non dobbiamo confondere la Chiesa di mattoni, la Comunità, con la Chiesa vera e propria. È su quest’ultima che possiamo lavorare e migliorare. La Chiesa è associata a tre immagini: la Chiesa è corpo di Gesù; è comunione; è il popolo di Dio. Quindi “il corpo e il sangue di Gesù sono un simbolo che crea la comunità fatta di tante membra diverse da loro ma complementari, il cui ruolo è di dire al mondo che Cristo è il Signore”.

Queste tre immagini non sono sempre visibili e tanto meno percepibili agli occhi dei credenti, e a maggior regione dei non credenti. “L’obbiettivo vero è capire che la Chiesa ha il compito di dire di Cristo al mondo”, cercando di sciogliere l’opinione pubblica dalla convinzione che la Chiesa sia una istituzione, all’interno della quale esiste un rigido ordine gerarchico. Spiegando, invece, che nel mondo esiste un tipo di autorità cattiva, nella quale la libertà è negata, e una buona, nella quale la libertà si sviluppa.

Riporto alcuni versetti della prima lettera di Giovanni, queste frasi sono come il metro per misurare la gioia e la capacità di ciascuno nel comunicare la fede. “Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo perché la nostra gioia sia perfetta”

 (1Gv. 1,1-3).

don Mauro

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