Avvisi e calendario di domenica 17 gennaio 2016

20150505-giubileo-655x436II DOPO L’EPIFANIA

Giubileo della Misericordia, detto anche Anno Santo, perché promuove la santità dei credenti.

Per Papa Francesco questo Giubileo sarà: “un modo per risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà, e per entrare sempre più nel cuore del Vangelo dove i poveri sono i privilegiati della misericordia Divina”.

Il “motto” del Giubileo è tratto da Lc. 6,36, “Misericordiosi come il Padre”, ci propone di vivere la Misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura.

(cfr. Lc. 6,37-38).

Il “logo” – opera del gesuita padre Marko I. Rupnik – si presenta come una piccola summa teologica del tema della Misericordia. Mostra, infatti, il Figlio che si carica sulle spalle l’uomo smarrito, recuperando un’immagine molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Mons. Fisichella ha osservato che: il disegno è realizzato in modo tale da far emergere che il Buon Pastore tocca in profondità la carne dell’uomo e lo fa con amore tale da cambiargli la vita. Il Buon Pastore con estrema misericordia si carica l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhi di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo quindi scopre in Cristo la propria umanità e il futuro che lo attende”.

La scena si colloca all’interno della “mandorla”, anch’ essa figura cara all’iconografia antica e medioevale che richiama la compresenza delle due nature, divina e umana, in

Cristo. I tre ovali concentrici, di colore progressivamente più chiaro verso l’esterno, suggeriscono il movimento di Cristo che porta l’uomo fuori dalla notte del peccato e della morte. D’ altra parte, la profondità del colore più scuro suggerisce anche l’imperscrutabilità dell’amore del Padre che tutto perdona.

Ma cos’è la Misericordia? La Misericordia è uno dei nomi di Dio, uno dei suoi attributi. La parola italiana deriva dal latino miser e cor, indicando il cuore toccato dalla miseria. Misericordia allora significa amore compassionevole, che si prende cura della persona. Avere misericordia significa imitare il Signore che si china sulle povertà dell’uomo, guardare all’altro con cuore compassionevole, pronto al perdono. Nella “Misericordia vulnus” Papa Francesco definisce la Misericordia “architrave della Chiesa”.

Quali i segni del Giubileo? Il pellegrinaggio, la Porta Santa e le indulgenze.

Il pellegrinaggio è segno peculiare dell’Anno Santo perché icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è “viator” , pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata. Il pellegrinaggio è dunque un percorso di pentimento e di preparazione al rinnovamento interiore che il fedele compie sui passi di Gesù. E’ anche un itinerario “materiale”: per ottenere l’indulgenza giubilare bisogna andare pellegrini in una delle quattro Basiliche maggiori a Roma (San Pietro; San Giovanni in Laterano; Santa Maria Maggiore; San Paolo fuori le Mura), oppure in ogni diocesi del mondo dove sono stati indicati luoghi di pellegrinaggio legati al Giubileo.

Significato della “Porta Santa”. Gesù ha detto: “Io sono la Porta” (Gv. 10,7) per indicare che nessuno può avere accesso al Padre se non per mezzo suo. Gesù è l’unica via di accesso alla salvezza. Di conseguenza il passato attraverso la Porta santa evoca il passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia attraverso Cristo, che chiama tutti a partecipare ai frutti della redenzione del Signore e della sua Misericordia.

Da ultimo l’Indulgenza che è la remissione della pena temporale per i peccati già “perdonati” da Dio attraverso la confessione. L’indulgenza plenaria è concessa in occasione del Giubileo al cristiano che si accosta con cuore contrito al sacramento della Penitenza; compie un pellegrinaggio in una delle grandi Basiliche Giubilari, a Roma, in Terra Santa e nelle Chiese designate in ogni diocesi. Nel visita queste chiese si deve partecipare alla Messa, oppure ad un’altra preghiera: lodi, vesperi, via Crucis, rosario, Adorazione o preghiera personale concluse con il “Padre nostro”, la professione di Fede, la preghiera a Maria. La preghiera va recitata secondo le intenzioni del Papa, a testimonianza di comunione con tutta la Chiesa; impegnandosi in opere di carità e penitenza che esprimono la conversione del cuore.

don Mauro

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