Avvisi e calendario di domenica 14 dicembre 2014

scarpevecchieV DOMENICA DI AVVENTO

Il Signore ci dona il “tempo” per riempirlo di gioia da donare, di impegni da assumere, di responsabilità da svolgere. Ringraziamolo per questo!

La nostra Comunità si può permettere un cumulo di impegni perché tanta gente non sta alla finestra, ma dona con gioia le forze, la genialità creativa, il tempo … e …  anche il denaro.

Rovistando tra le mie carte mi è venuta tra le mani questa storia che volentieri vi trasmetto perché ci aiuta a capire in profondità che cosa significa vivere da cristiani in questo mondo e più in particolare nella nostra Comunità. Eccola:

“ Della parola anche si sa ben poco. Non si sa se maschio o femmina, se giovane o vecchio. Il vocabolario si mostra un poco imbarazzato e dice: ‘anche: particella che aggiunge o accresce ciò che si è affermato’. Ma il vocabolario, si sa, è serio, non và in giro a dire i difetti degli altri e, quindi non dice che anche è una particella vigliacca. Infatti, appena uno vuole nascondersi nel gregge come una pecora, và a cercare questa particella, che si presta compiacente. Allora ci sono quelli che pensano: “ in Parrocchia c’è qualcuno che potrebbe impegnarsi ma non ha voglia. Bene ci sto anch’io “.  “ C’è qualcuno che non perde occasione per criticare e lamentarsi e dire che le cose, se le facesse andrebbero di certo meglio. Bene! Lo dico anch’io”. E ancora: “ alla Domenica tutti vanno a messa: bene, vado anch’io!” “ E se, invece di andare a Messa, me ne sto a casa, tanto la Messa non è importante, lo faccio anch’io!”. Quando poi uno vuole spegnere la speranza e lasciare in solaio la passione e l’entusiasmo, mette anche dappertutto. E non dice: “ stamattina ascoltiamo la Parola di Dio” ma piuttosto: “ anche stamattina ascoltiamo la Parola di Dio, ed è già sicuro che sarà grazia sciupata. Non dice: “ oggi abbiamo un incontro in oratorio”, ma: “ uffa, anche oggi abbiamo un incontro in oratorio”. E’ facile capire che di questo passo ogni originalità è messa fuori legge, perché tutti devono pensare e agire in un determinato modo: “ questa famiglia è felice perché pensa solo a se stessa e non si cura degli altri. Vuoi essere felice? Fai anche tu così, come loro”. E ancora: “ guarda come si presenta bene quella ragazza, curata in ogni particolare. Vuoi fare colpo sugli altri? Cura la tua esteriorità anche tu e non preoccuparti del resto”. Il dominio di anche sembrò definitivo quel triste pomeriggio di venerdì in cui morì Gesù. Anche Lui! Alla fin fine era anche Lui come tutti: la morte dimostrò che non esistono eccezioni e che bisognava rassegnarsi. Sappiamo invece che proprio lì cominciava la sconfitta di anche: perché del tutto fuori serie, Gesù sconfisse ogni scontata, supponente previsione. Così l’umanità ricevette di nuovo la speranza, la passione l’entusiasmo e l’originalità. E infatti comincia da lì, dalla Resurrezione, ogni vocazione cristiana: tutti abbiamo un compito in questo mondo che siamo chiamati a realizzare. Poteva il nostro anche rassegnarsi?

Per non scomparire senza lasciare traccia trovò la soluzione di mettersi con il . Ne venne fuori anche se che è la formula più rivoluzionaria, più generosa, più eroica. La usano i martiri: “ anche se dovessi pagare di persona, non rinnegherò il mio Signore!”. La usano gli apostoli: anche se in quella terra nessuno ha il coraggio di andare, ci vado io!” La usano i campioni della carità: “ anche se nessuno vuol curare i lebbrosi, vuol accogliere i matti, i poveri, li accoglierò io!”. Ma la usano anche i cristiani veri, quelli che seguono sul serio il Signore: “ anche se tanti non si impegnano nella comunità io do una mano! “. Una rottura con il vecchio modo di pensare e di agire, diventa necessaria per non morire di noia e di tristezza: non è cercare la stranezza, ma essere fedeli alla vocazione che Dio ha pensato per noi: essere per gli altri, fare della nostra vita un dono! Anche e se vanno sempre insieme nel regno di Dio: e chi li trova è fortunato. Stai attento perché potrebbe passarti vicino: “ anche se essere cristiani sembra essere fuori moda io mi metto in cammino!”.

Buona riflessione a tutti.

don Mauro

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