Avvisi e calendario di domenica 12 ottobre 2014

sacrafamigliaVII domenica dopo il Martirio di S. Giovanni Battista Anno A

In queste ultime settimane si sente parlare spesso di Famiglia. L’apertura del Sinodo straordinario su Matrimoni e Famiglia che tenterà di rispondere all’interrogativo: quale’ via per fare apparire la proposta della chiesa giusta e opportuna, strategia di futuro per tutti, rispetto ad una mentalità preda di individualismo e relativismo? Riporta l’attenzione su questa importante istituzione.
Siamo invitati a guardare e studiare i problemi concernenti lo sviluppo e il progresso della famiglia.
Sento poi questo dovere guardando alla situazione che anche qui, come altrove, si determina: famiglie brave, generose ma molto fragili che per un nonnulla si sfasciano e si sradicano!
Per non parlare poi della paura che i giovani e non solo loro hanno di dover affrontare questo passo: vi preferiscono l’aleorità del matrimonio civile, o addirittura il rifiuto di ogni forma consensuale con la convivenza più o meno pacifica. Ma anziché perdermi nelle lamentazioni inutili e sterili, preferisco orientare lo sguardo sulla positività, ben sapendo però che non c’è molta speranza che una società malata guarisce se non c’è una famiglia sana. Una delle prospettiva più belle per ogni famiglia è guardare l’ideale della Famiglia di Nazareth: lì ci sta una famiglia riuscita, completa, ordinata, ma non certo privilegiata in ordine alle prove e alle difficoltà. Giuseppe è chiamato “giusto” non per una giustizia legale esteriore, ma perché è disposto nella sua vita ad accettare il piano di Dio che progressivamente gli si manifesta. Essere un uomo che dice “sì”, non sapendo cosa questo gli comporterà e dove lo condurrà: si trova a vivere con Maria “in cinta per opera dello Spirito Santo” qui viene provata la sua fede, ma dice sì; si affida a Dio “fai come tu vuoi questa storia; io sono a tua disposizione!”. Quello sottolineare in tutto questo è L’atteggiamento di fede comune a Maria e Giuseppe: questo vive un sì, anche se non pronunciato:“accolse Maria nella sua casa”.
Anche la famiglia nasce da un “sì”, detto con trepidazione all’altare, e vissuto poi nella quotidianità delle case! Quanti sì, quanti amen si devono esprimere: non sempre volentieri ma talora col collo storto; ma ogni famiglia deve credere che c’è una potenza divina superiore alle nostre forze che l’accompagna, la sostiene.
Mi sembra bello che ogni comunità familiare legga la propria storia dentro questo contesto più grande: il Signore sa perché sono qui, Lui sa cosa vuole e non tarderà a farmelo capire. Così diventano giusti gli sposi, come Maria e Giuseppe quando si aiutano, nella luce della fede a leggere  la storia ed essere luce l’uno per l’altro, non dimettendo mai la loro responsabilità. Abbiamo bisogno di padri e madri non solo di sposi ne tantomeno di uomini e donne! I nostri figli hanno bisogno di padre e madre non di amici: ma non ci dice proprio nulla il fenomeno inquietante di adolescenti che fuggono di casa o si tolgono la vita perché hanno ricevuto tante cose, ma non un papà e una mamma in ascolto senza l’orologio in mano?
Maria e Giuseppe la coppia più bella del mondo ci aiuti a capire qualcosa sulla nostra chiamata!

don Mauro

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