Avvisi e calendario di domenica 12 giugno 2016

IV DOPO PENTECOSTE

rosarioAbbiamo da poco terminato il mese di Maggio con la nostra devozione alla Madre di Dio. Il Concilio Vaticano II, inserendo il discorso sulla Madonna nella costituzione sulla Chiesa (LG.VIII, nn.66-67) le conferisce il titolo di “Mater Ecclesiae” e si impegna a ricollocare al suo giusto posto il culto verso la Madre di Dio.

Ma a proposito di questo c’è tutto un cammino da fare, cammino che deve partire da una catechesi atta a operare una purificazione dei vecchi pregiudizi e un distacco dalle forme di pietà non autentiche. Non autentico è, spesso, non la pratica di pietà, ma il modo di esecuzione. Tra queste pratiche “infortunate” c’è il Rosario.

Si stanno facendo tentativi di rivalutazione rinnovandone la struttura: si tenta di diminuire le decine delle “Ave Marie” e a sostituirle con testi di Sacra Scrittura o spunti di riflessione. Non è forse però questa la via migliore per “salvare il Rosario”.

L’ampliamento e approfondimento della contemplazione dei “misteri” non dovrebbe andare a scapito di quel tipo di preghiera pure autentica e contemplativa che è il tornare  – con calma- sulla stessa vocazione, sintonizzandola quasi con il respiro del cuore. L’insofferenza per la ripetizione, la capacità “indugiare” con il pensiero e con l’adesione del cuore su un obbiettivo è uno dei più gravi limiti dell’uomo contemporaneo. La sua inquietudine lo porta alla fuga continua da se stesso e da ciò che lo costringerebbe a rientrare in se stesso per scoprire i valori eterni dell’essere e della vita. Anziché assecondare questa tendenza –causa di superficialità- non sarebbe meglio aiutare l’uomo del nostro tempo a ritrovare la dimensione alla profondità?

Egli ha bisogno di essere strappato, almeno qualche momento, dalla sua frenetica agitazione e di essere tuffato in una atmosfera di preghiera distesa, pacata, carica della realtà esistenziale e tutta via veramente contemplativa, gratuita.

La preghiera –non dimentichiamolo- è incontro d’amore alla stessa sorgente d’amore!

E la devozione alla Madonna è anzitutto una scuola di preghiera pura, di adorazione in Spirito e verità. Non va dimenticato che Maria Santissima è l’immagine e la realizzazione compiuta della Chiesa, la creatura totalmente data in disponibilità, quindi tutta preghiera adorazione, obbedienza al Padre in unione intima e profonda con il Figlio. La riscoperta del valore e del ruolo specifico della femminilità, attraverso il mistero della Vergine Madre di Dio, potrebbe segnare la via sicura per il recupero dell’equilibrio nell’ordine creaturale e della grazia. È molto significativa al riguardo questa affermazione di Evdokimov: ”L’uomo crea la scienza, l’arte, la filosofia e anche la teologia in quanto sistemi, ma questi finiscono in una spaventosa oggettivazione della verità. Fortunatamente la donna è presente; essa è predestinata a diventare la portatrice dei valori, il luogo dove essi si incarnano e vivono. Al vertice del mondo, nel cuore stesso della dimensione spirituale, c’è la Serva del Signore, manifestazione dell’essere umano ricondotto alla sua verità iniziale. proteggere il mondo degli uomini in quanto Madre, salvarlo in quanto Vergine, dando al mondo un’anima, è la vocazione della donna”.

La devozione alla Madonna deve avere il carattere del rapporto con una persona vera e sentita presente. Pregare la Madonna –e questo non è prerogativa solo del mese di Maggio- è anzitutto sentirsi bisognosi di possedere il segreto della sua gioia; è sapersi mettere accanto a Lei, affidarsi alle sue mani, mettersi sotto al suo sguardo.

Maria, Madre della Chiesa e Madre nostra, soccorrici!

don Mauro

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