Avvisi e calendario 9 settembre 2018

POPOLO IN CAMMINO

Iniziare un cammino, riprendere un percorso, conosce sempre incertezze, fatiche e qualche disorientamento. Eppure la parola del Signore ci ricorda: “Andate” (Mt. 28,19).

E’ incoraggiante questo invito che è accompagnato dalla promessa di Gesù: Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt.28,20). Questo ci rasserena, ci infonde coraggio, non siamo soli a camminare, il Signore, attraverso il dono del suo Spirito si fa nostro compagno di viaggio. Ed è sempre l’Evangelista Matteo a ricordarci come già al momento decisivo della nascita della Chiesa è presente il dubbio: “Vedutolo lo adorarono, alcuni però dubitavano” ( Mt. 28,17).

L’atteggiamento dei discepoli esprime la fede, ma una fede che rimane mescolata al dubbio, che è compagno inseparabile della fede itinerante. Fede ed esitazione possono a volte coesistere. In ogni caso, è consolante sapere che Gesù affida la missione anche a uomini esitanti.

Ce lo ha ricordato molto bene anche il nostro Arcivescovo Mario nella sua lettera pastorale “Cresce lungo il cammino il suo vigore” – a proposito l’abbiamo letta? – la possiamo trovare disponibile nelle nostre Sagrestie! Monsignor Delpini ricorda che “di tutto la Chiesa può avere paura ma non di camminare”. E’ l’indicazione e lo sprone all’entusiasmo indispensabile per essere se stessi e per intraprendere il cammino.

La Chiesa è popolo in cammino, è missionaria per sua natura.

Si cammina insieme tra gente diverse, rispettando le differenze, verso quella Gerusalemme che è compimento e gioia di esistere. Siamo invitati dal nostro Arcivescovo ad essere “un popolo di pellegrini che trasfigura la terra che attraversa”; suona come chiave di lettura alle nostre scelte individuali e collettive per l’anno che viene. Innanzitutto l’importanza di trovare tutto ciò che concorre a dare robustezza all’interiorità, alla solidità del singolo che sa domandarsi fino in fondo quale vocazione è la sua vita, nel solco della Parola, nella storia che gli è data, nella sua vita di relazioni. “Garantendo spazi di pensiero, di ascolto profondo, di dialogo franco e non gridato”, di silenzio e calma, di cura nel mettere in evidenza luci e ombre di ciò che si è, di coraggio nel desiderare, significa accompagnarsi reciprocamente in percorsi di formazione brillanti.

La formazione di base dei cristiani deve poter essere un percorso bello e compatibile con la vita, cioè deve proprio scaturire dalla vita e continuamente rimandare ad essa, nella disposizione costante a ricevere dalla Parola i criteri per decidere come essere e cosa fare.

Ecco perché abbaiamo bisogno di essere e di vedere persone giuste e buone che svolgono i loro compiti di responsabilità. Da qui appare il contesto nel quale collocarsi: la Comunità cristiana con gli strumenti “di sempre”, pochi e intensi, – l’accompagnamento della Parola, la celebrazione eucaristica, la preghiera personale e comunitaria – per aiutare uomini e donne del nostro tempo a crescere nella fede.

E’ il cammino di un popolo da compiersi nella certezza e nella convinzione che il Signore risorto non è partito, ma resta. Cammina sulle strade del mondo con noi, mantenendo la promessa che il suo nome includeva: “Emmanuele, Dio con noi!”.

don Mauro

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