LA LOTTA TRA FIDUCIA E SFIDUCIA

Che significa “Immacolata Concezione?”.
La grande intuizione di questa solennità è dircelo con un linguaggio semplice, con due racconti che conosciamo bene separatamente (Genesi 3,9-15.20 e Luca 1, 26-38), ma che risultano in tutta la loro forza proprio se messi a confronto tra loro. Sono due storie opposte: quella della sfiducia che condanna alla solitudine, alla rottura dei legami; e quella della fiducia, che costruisce legami e – nel caso di Maria – un ponte così grande da legare insieme Dio e l’uomo.

La prima lettura è un racconto molto attuale: ogni volta che commettiamo il peccato, riviviamo questa storia. E’ un inganno del diavolo. Meglio, è una parola presente da sempre nel nostro cuore, che il diavolo con le sue domande porta in luce e rafforza. E, quando succede, niente è più come prima: ha vinto la sfiducia, non si è più capaci di vivere il legame e ci si deve nascondere.
Il brano inizia con una domanda che esprime la voglia e il desiderio di Dio di incontrare l’uomo: “Dove sei?” Per Adamo, purtroppo, questa domanda è ormai letta in modo minaccioso, e il peccato si trasforma in paura dell’altro. La rottura con Dio diventa rottura con Eva, su cui cade l’accusa di Adamo per il peccato commesso. Non solo: l’accusa di tradimento in fondo è proprio per Dio! “Questa donna, che tu mi hai messo accanto”… Come a dire che la scelta di Dio è stata una trappola per l’uomo. Così Adamo non capisce più Dio e deve andarsene dal giardino.
Pensiamo a quante volte le storie quotidiane di tradimento si consumano in piccole ripicche, dove si rinfacciano all’altro colpe immaginarie. In questo clima, anche le discussioni appaiono spesso confuse e giocate su problemi secondari che non trovano mai una soluzione soddisfacente: si rimane ben lontani dal cuore del problema, che è la lotta tra fiducia e sfiducia.

A fronte di questa storia, il racconto del Vangelo emerge in tutta la sua novità. Maria è senza peccato originale perché è in grado di esprimere una fiducia per noi impensabile. Chi non avrebbe paura davanti a una persona e a un annuncio sfolgoranti? Chi non chiederebbe assicurazioni concrete? Maria fa esattamente così. Il Vangelo racconta che all’inizio è spaventata, si chiede che senso abbia tutto ciò, come sia possibile… La differenza non sta in queste reazioni, che sono segno di un’umanità sveglia e consapevole della portata dei problemi. La differenza sta nella risposta finale: in Lei vince la fiducia. “Sì, sono molto grata di essere la serva del Signore e desidero si compia questa parola!”.
Una risposta grata e fiduciosa, davanti ad un futuro fatto di incognite. In Maria la storia di Dio con l’uomo riannoda il suo filo; c’è qualcuno che è disponibile a fidarsi del tutto.
Quand’è così, la Parola di Dio può piantare la sua tenda tra noi.

 don Mauro

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