QUARESIMA TEMPO DI GRAZIA

Il Signore Gesù Cristo ci sta accompagnando alla radiosa sua Pasqua, per farci entrare con Lui nella vivificante sua beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione. Quaresima è allora “tempo di grazia”!
Alla presenza salvifica di Dio e all’attualità della redenzione di Cristo, che vuole rinnovare i prodigi della sua grazia, deve rispondere la docilità dell’uomo, la sua volontà di conversione. Tutta la Quaresima è per eccellenza il simbolo del “tempo propizio”, del “giorno della salvezza”.
Ma questo tempo di pentimento è insieme e prima ancora, tempo del perdono e celebrazione della misericordia di Dio.

Nella misura in cui il Signore è “pietoso” e “pronto al perdono” e ci interpella rioffrendo la sua amicizia, la Quaresima si propone come “tempo di penitenza”, attraverso propositi di vita austera, di lotta contro lo spirito del male.
Con ripreso impegno ci allontaniamo dai nostri egoismi per progredire nel “dono di sé libero e puro”. Ricomponiamo le relazioni fraterne, i rapporti di giustizia e di carità; traduciamo in concrete espressioni di comunione dei beni i frutti del nostro digiuno, e rendiamo “valido” il perdono di Dio, a nostra volta dimenticando i torti subiti.

Ancora, sull’itinerario dei “quaranta giorni”, proseguendo l’esempio di Cristo e sorretti dalla sua grazia, specialmente digiuniamo!

L’offerta di grazia e le risorse molteplici della misericordia fatte alla Chiesa in questo “tempo sacro”, mentre preparano alcuni che ancora attendono di rinascere (catecumeni), rinnovano i doni del Battesimo in quanti già sono credenti. I sabati e le domeniche quaresimali ambrosiani sono infatti tipicamente contrassegnati dal carattere battesimale”.
Significativi, a questo proposito, i nomi che ricevono le domeniche dalla seconda alla quinta di Quaresima: della Samaritana, di Abramo, del Cieco, e di Lazzaro, evocatrici tutte degli effetti e degli impegni del Sacramento della rinascita.

Agire, allora, nello spirito della Quaresima è tradurre nella nostra vita la “realtà della rigenerazione”! E questo è entrare nel mistero della morte e risurrezione del Signore da cui è venuta la dignità originale dell’uomo.

Se la Quaresima ha questa ricchezza di significato e questa intenzione, appare quanto importi nella Chiesa assumerla con sincerità e con fedeltà, facendo scaturire la contemplazione, il rito, la preghiera nella verità delle opere.

Ci occorre la docilità per ascoltare e mettere in pratica la Parola di Dio, che sola può dare la forza di vincere lo spirito del male e le sue tentazioni. E ci è necessaria la prontezza per accogliere la chiamata alla conversione che con larghezza singolare il Signore ci offre nel “tempo propizio” nel “giorno della salvezza”.
Non si tratta di ripetere un rito, ma di incidere sulla vita e nell’intimo del cuore. Preghiamo, allora, e programmiamo affinché l’esercizio della penitenza e della carità ci allontani dai nostri egoismi.

don Mauro

 

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